La replica delle autorità italiane dopo l’allerta della Commissione Europea: sequestrati prodotti di provenienza francese. Coldiretti: in Italia

Sorgente: Uova contaminate, Ue: anche l’Italia tra i Paesi coinvolti. Il ministero della Salute: “Mai messe in commercio” – Repubblica.it

 

Riflessioni

Le uova sono ricettacolo di tutto quello che ha mangiato la gallina e di tutte le sostanze che produce quando vive in condizioni di stress; perciò possiamo mangiare con tranquillità SOLO quelle biologiche.

Un’etichetta che riporta “allevamento a terra” non dà alcuna garanzia sull’assenza di sostanze indesiderate, perché non dice nulla sul tipo di mangime con il quale è stata nutrita la gallina. Per questo è importante che sulla confezione sia riportata la scritta “Bio”.

Altre informazioni le possiamo trovare sulla confezione. Sono obbligatorie per legge: la data di scadenza, la categoria di qualità e di peso, il numero di uova confezionate, il nome e la ragione sociale o il marchio commerciale del luogo di imballaggio, e le modalità di conservazione.

Per quanto riguarda la categoria di qualità, le uova si distinguono in:

  1. CATEGORIA “A”, uova destinate al consumo alimentare diretto:
  • Categoria “A Extra”, uova “freschissime”, non trattate e non refrigerate, con camera d’aria non superiore a 4 mm; mantengono la qualifica “extra” fino al 7° giorno dall’imballaggio o al 9° giorno dalla deposizione; trascorso questo periodo le uova possono essere commercializzate con il solo riferimento alla categoria A;
  • Categoria “A”, uova fresche, non trattate e non refrigerate, con camera d’aria non superiore a 6 mm; la “data di vendita raccomandata” viene calcolata in 21 giorni dalla data di deposizione;
  1. CATEGORIA “B”, uova non destinate al consumo alimentare diretto, di seconda qualità o declassate. Nella categoria B rientrano le uova che non rispondono ai requisiti previsti per le uova della categoria A. sono uova di tre settimane (camera d’aria tra i 6 ed i 9 mm), non trattate e non refrigerate, destinate alla trasformazione in ovoprodotti o all’industria non alimentare.

In base alla loro grandezza ed al peso le uova possono essere classificate come:

  • XL o grandissime, con un peso minimo di 73 grammi;
  • L o grandi, con un peso minimo di 63 grammi;
  • M o medie, con un peso minimo di 53 grammi;
  • S o piccole, con un peso inferiore a 53 grammi.

IL CODICE DELLE UOVA

Direttamente sul guscio dell’uovo deve essere stampato un lungo codice (per esempio, 0IT045CN001) che fornisce una serie di informazioni importanti.

Il primo numero del codice indica il METODO di allevamento delle galline:

  • “0” per l’allevamento biologico, dove, in base a precise regole, le galline devono nutrirsi in maniera naturale e mangiare solo vegetali coltivati biologicamente; inoltre le galline devono poter razzolare all’aperto per diverse ore al giorno;
  • “1” per l’allevamento all’aperto, dove le galline possono razzolare all’aperto per alcune ore del giorno;
  • “2” per l’allevamento a terra, dove le galline sono libere di muoversi in un ambiente chiuso, di solito un capannone;
  • “3” per l’allevamento in gabbia o in batteria, dove le galline vivono in ambienti chiusi e ristretti, e depongono le uova su un nastro trasportatore che le porta direttamente al confezionamento.

La seconda e la terza cifra del codice specificano il Paese di produzione delle uova (IT per l’Italia, FR per la Francia, ES per la Spagna e così via).

Il numero successivo indica il comune dove ha sede l’allevamento, seguito a sua volta dalla sigla della provincia (come da convenzione: CN per Cuneo, BO per Bologna, BG per Bergamo, eccetera).

Le ultime tre cifre del codice indicano l’allevamento dal quale provengono le uova: è un numero assegnato dalle autorità sanitarie locali, che assicura che l’allevamento è controllato e che, in caso di problemi sanitari, è possibile risalire velocemente al luogo di produzione.

 

CONSIGLI PRATICI

  • Quando siamo al supermercato controlliamo tutte le informazioni riportate sulla confezione, ma anche la confezione stessa: deve essere resistente agli urti, priva di umidità e costituita di materiale che non rilasci alcun odore, poiché il guscio delle uova, essendo molto poroso, potrebbe assorbirlo.
  • Per riconoscere se un uovo è fresco la prima cosa da fare è osservare il guscio: nell’uovo fresco è opaco e vellutato, mentre nell’uovo vecchio tende a diventare lucido. Un altro metodo di valutazione è quello di provare a scuotere l’uovo tenendolo vicino all’orecchio, se è fresco non si percepisce alcun movimento all’interno del guscio, se è vecchio si ha la sensazione che il tuorlo si stia muovendo. Si può anche fare un semplice esperimento: immergere l’uovo in acqua fredda e salata: quando e fresco va a fondo; dopo una o due settimane rimane “in piedi”; dopo tre settimane inizia a galleggiare. Controlliamo comunque sempre, una volta rotto l’uovo, che l’albume non sia giallastro e il tuorlo piatto, anche questo è sinonimo di scarsa freschezza.
  • Se non vogliamo correre il rischio che sostanze indesiderate o microrganismi, come la salmonella, passino all’interno dell’uovo, non puliamolo mai con l’acqua, che farebbe entrare al suo interno batteri presenti in superficie, ma eventualmente con un panno da cucina pulito e asciutto.
  • Inutile preoccuparsi se il tuorlo dell’uovo appare di un rosso più o meno intenso; questo dipende solamente da quanto carotene era presente nel cibo che la gallina ha mangiato.

 

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