Ogni giorno confrontiamo un cibo con un altro, cercando continuamente il prodotto migliore.

Nelle nostre scelte alimentari, spesso, siamo influenzati dai consigli degli amici, da articoli letti sul web, da miriadi di trasmissioni televisive e ci creiamo la nostra idea, giusta o sbagliata che sia, su un alimento piuttosto che un altro.

Indubbiamente, è bene essere informati su ciò che mangiamo ed è importante scegliere i prodotti migliori, ma, talvolta, un’attenzione centrata, esclusivamente, sulle caratteristiche nutrizionali del pasto rischia di far scomparire la dimensione relazionale ed emozionale del cibo, altrettanto fondamentale.

Questo fatto è pericoloso soprattutto nei confronti dei bambini, per i quali la famiglia rappresenta la “strada alimentare” che percorreranno nel corso della loro vita.
I genitori, anche in questo caso, come nella vita in generale, sono l’esempio da seguire: valgono molto di più le parole “fai come faccio io” che quelle “fai come ti dico”.

Oltre a mangiare sano, è veramente importante, quando ci si siede attorno alla tavola, respirare un clima familiare e sereno.
Buone relazioni a tavola, infatti, durante il pasto, sono la prima condizione per una corretta educazione alimentare.

Inoltre, una buona norma, soprattutto nei confronti dei più piccoli, è quella di evitare troppe proibizioni, ma, piuttosto, insegnare il piacere del cibo; così facendo si costruiscono e si consolidano i modelli alimentari nella prima infanzia.

Insieme a queste piccole attenzioni ricordiamoci anche che, caratteristica di una buona alimentazione, è la varietà della dieta: non solo riduce il rischio di incorrere in eventuali errori nutrizionali, ma ci consente, anche, di mantenerci aperti verso il mondo del cibo che è in costante evoluzione, sia per quanto riguarda l’aspetto sensoriale sia per quello culturale.

 

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