Alimentazione Incontrollata: Binge Eating Disorder

Il Binge Eating Disorder (BED), comunemente noto come “abbuffata di cibo“, emerge come una sfida crescente all’interno dei disturbi alimentari contemporanei. Questo disturbo caratterizza chi ne è affetto attraverso episodi ricorrenti in cui si consumano ingenti quantità di cibo in un breve lasso di tempo, manifestando una perdita di controllo sulla tipologia e quantità di alimenti ingeriti. L’approfondimento sull’alimentazione incontrollata rivela la complessità di questa condizione e il suo impatto sulla vita quotidiana.

Disturbo da Alimentazione Incontrollata: cos’è?

Il BED, spesso accompagnato da stati depressivi cronici, si manifesta attraverso crisi iperfagiche compulsive. Queste crisi, manifestazioni di disagio psicologico, generano sensi di colpa e vergogna, spingendo chi ne è affetto a consumare cibo in solitudine o di nascosto. Quando tali episodi diventano ricorrenti, con una frequenza di almeno una volta a settimana per almeno tre mesi consecutivi, si pone la diagnosi di Disturbo da Alimentazione Incontrollata.

A differenza della Bulimia, il BED si distingue per l’assenza di comportamenti compensatori, come vomito, digiuno, lassativi o eccessivo esercizio fisico. Chi ne è affetto vive questi eccessi alimentari in modo compulsivo, seguito da un profondo senso di sconforto e inadeguatezza.

Il Profilo del Paziente con Binge Eating Disorder

Attualmente, il BED colpisce circa il 2-3% della popolazione adulta generale, con una prevalenza crescente in proporzione al grado di sovrappeso. Studi condotti in Italia evidenziano una maggiore incidenza del disturbo nei soggetti obesi, superando addirittura il 50% tra coloro che considerano la chirurgia bariatrica una soluzione. Sebbene più comune nelle donne, il BED ha una significativa incidenza anche nel sesso maschile rispetto ad altre patologie psichiatriche legate all’alimentazione.

Il disturbo si manifesta prevalentemente tra i 20 e i 30 anni, ma la perdita di controllo sul cibo può iniziare ben prima dei 20 anni, spiegando la tendenza alla cronicizzazione del problema.

Sintomi e Implicazioni del Disturbo

I sintomi salienti del BED includono crisi iperfagiche associate a un umore depresso, bassa autostima e distorsione dell’immagine corporea. A lungo termine, il disturbo può portare a complicanze tipiche dell’obesità, come diabete, apnee notturne, malattie cardiovascolari e neoplasie maligne. Il peso e la sofferenza psicologica causano anche difficoltà nelle relazioni interpersonali e isolamento progressivo, influenzando negativamente la qualità di vita.

Cause multifattoriali dell’alimentazione incontrollata

Le cause del BED sono multifattoriali, coinvolgendo fattori genetici, neuroendocrini, evolutivi, affettivi e sociali.

Nella genesi delle abbuffate, i fattori sociali emergono come elementi cruciali, con un’infanzia problematica, la presenza di disturbi depressivi nei genitori, una predisposizione all’obesità e l’esposizione ricorrente a commenti negativi sulla sfera alimentare e della percezione corporea. Gli ormoni, insieme al contesto e ai fattori sociali, potrebbero giocare un ruolo significativo in questo processo, con una maggiore incidenza tra gli individui con livello culturale basso. Comprendere come questi elementi influenzino l’alimentazione incontrollata è cruciale per sviluppare approcci efficaci nella gestione di questo disturbo.

Diagnosi di alimentazione incontrollata: percorsi e criteri DSM-5

La corretta diagnosi del Binge Eating Disorder (BED) rappresenta un passo cruciale. Durante la valutazione di pazienti con sovrappeso, è essenziale esplorare attentamente la possibile presenza di un Disturbo da Alimentazione Incontrollata. Spesso mascherato da disagio o senso di colpa, il paziente potrebbe anche non essere pienamente consapevole di una condotta alimentare disfunzionale.

I centri specialistici per Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA ) o obesità sono i punti di riferimento per una diagnosi accurata e un approccio terapeutico mirato. I criteri diagnostici del BED secondo il DSM-5 offrono una panoramica precisa del disturbo:

  1. Ricorrenti episodi di abbuffate. Un episodio di abbuffata è caratterizzato da entrambi gli aspetti seguenti:
    • mangiare, in un periodo definito di tempo (per esempio, un periodo di 2 ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili;
    • sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (per esempio, sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa o quanto si sta mangiando).
  1. Gli episodi di abbuffata sono associati a 3 (o più) dei seguenti aspetti:
    • mangiare molto più rapidamente del normale;
    • mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni;
    • mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati;
    • mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando;
    • sentirsi disgustati verso se stessi, depressi o assai in colpa dopo l’episodio
  2. È presente un marcato disagio riguardo alle abbuffate.
  3. L’abbuffata si verifica, in media, almeno 1 volta alla settimana per 3 mesi.
  4. L’abbuffata non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie inappropriate, come nella bulimia nervosa, e non si verifica esclusivamente in corso di bulimia nervosa o anoressia nervosa.

La diagnosi di BED si avvale anche di test psicometrici come la Binge Eating Scale. La BES (Gormally et. al, 1982), che misura la gravità del sintomo a livello comportamentale. Analizzando il senso di perdita di controllo e la sensazione di colpa, la BES contribuisce a una diagnosi più completa e adatta. Affrontare l’alimentazione incontrollata richiede una comprensione approfondita e una valutazione accurata, elementi fondamentali per un percorso terapeutico efficace.

Approccio Terapeutico: Il Ruolo del Nutrizionista

Il trattamento mira a interrompere le crisi iperfagiche, evitando un focus esclusivo sulla perdita di peso, che potrebbe innescare un circolo vizioso. Il team multidisciplinare, composto da psicologi, psichiatri, nutrizionisti, medici internisti, endocrinologi e fisioterapisti, offre un approccio integrato per affrontare sia gli aspetti fisici che psicologici del BED.

In conclusione, il BED richiede un approccio professionale e integrato, con il nutrizionista che gioca un ruolo chiave nel supportare il paziente verso una relazione sana con il cibo e il benessere generale. Investire nella consapevolezza alimentare, combinata con soluzioni nutrizionali personalizzate, costituisce la chiave per un benessere duraturo. La comprensione approfondita delle esigenze individuali consente di sviluppare strategie alimentari sostenibili, promuovendo un rapporto equilibrato con il cibo e contribuendo alla gestione dell'”alimentazione incontrollata” in modo efficace e duraturo.

Dott. Pepino Francesco, Biologo Nutrizionista Bergamo

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