L’acne è una patologia cutanea considerata come una malattia cronica in relazione alle più recenti definizioni di cronicità da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Numerosi sono i fattori che possono concorrere alla sua insorgenza, tanto che la patogenesi dell’acne vulgaris è multifattoriale. E’ in ogni caso una problematica di tipo infiammatorio che colpisce soprattutto durante l’adolescenza (fino al 90%) ma può persistere o addirittura svilupparsi ex novo anche in età adulta.

 

LEGAME TRA DIETA ED ACNE

Il progredire e l’accentuazione dei fenomeni cutanei tipici sono strettamente interconnessi con l’alimentazione ed in particolare con una alimentazione stile Western Diet (Dieta occidentale).

La differenza nell’incidenza dell’acne tra le società più primitive e le società completamente modernizzate ha suggerito una possibile correlazione tra acne e indice glicemico/carico glicemico (GI/GL) degli alimenti: l’acne risulta quasi assente in popolazioni come quella degli Inuit (eschimesi) abitanti dell’isola di Okinawa, la tribù dei cacciatori Achè (Paraguay), e gli abitanti delle isole di Kitavan, Papua Nuova Guinea. Studi più recenti hanno poi evidenziato nelle stesse popolazioni un aumento nell’incidenza dell’acne quando sono stati adottati stili di vita occidentali nell’alimentazione.

L’influenza di una dieta sbagliata per la pelle è stata confermata da uno studio del 2012 pubblicato sulla rivista Scandinavian Journal of Public Health, che correla in particolare l’assunzione di cibi iperglicemici e/o un eccessivo apporto di latte e derivati che stimolano la produzione di sebo con un aumentato rischio di acne.

 

L’INDICE GLICEMICO

E’ il valore che esprime quanto un alimento o un pasto sia in grado di innalzare il livello di zuccheri nel sangue. E l’iperinsulinemia è una condizione poco favorevole per l’intero organismo, acne compresa, poiché sembra stimolare la biodisponibilità di ormoni androgeni e livelli di IGF-1 (ormone della crescita), i quali combinati insieme e presenti in alte concentrazioni a livello delle ghiandole sebacee della pelle, attivano la iperproduzione di sebo. Ovvero più brufoli e brufoletti in agguato.

Una dieta con ridotto carico glicemico riduce la dimensione delle ghiandole sebacee, l’infiammazione e diminuisce l’espressione dell’interleuchina pro-infiammatoria-8.

 

LATTE E LATTICINI

I più recenti studi hanno associato anche il consumo di prodotti caseari con l’insorgenza dell’acne. La leucina, un amminoacido molto presente in questi alimenti, sembra poter stimolare un particolare complesso enzimatico (mTORC1) in grado di interagire con gli stimoli alla base della comparsa dell’acne.

 

CIBI NO

Anche in considerazione delle ultime attestazioni scientifiche, gli specialisti per prevenire l’insorgenza di acne o ridurre le manifestazioni, suggeriscono di:

  1. Eliminare completamente latte e creme a base di latte come besciamella, crema pasticcera, gelati, mousse e preparazioni che prevedano l’uso di panna da cucina sia nella versione dolce che salata.
  2. Eliminare i formaggi, quelli duri come il parmigiano o il grana ma anche quelli più morbidi quali robiola, crescenza, mascarpone, mozzarella, ricotta, fontina o di limitarne al minimo il consumo.
  3. Evitare gli snack, che sono ad alto indice glicemico. Se prende la voglia di cioccolato, piuttosto che una barretta meglio un quadratino di fondente; mentre non va consumato quello al latte e/o bianco.
  4. Escludere dai condimenti margarina, oli vegetali, specie se cotti, perché ricchi di acidi grassi trans che sono correlati a un peggioramento dell’acne.
  5. Consumare con moderazione la frutta eccessivamente zuccherina, ossia quella disidratata (fichi, prugne, albicocche), ma anche le banane, i cachi, l’uva, i mandarini, i mandaranci, i fichi. Vanno evitate la frutta sciroppata e candita.

 

Che cosa invece non deve mancare sulla tavola per prevenire l’insorgenza di acne?

Vitamine e cibi ricchi di omega-3, innanzitutto, antiossidanti, ma anche magnesio e selenio, poco sodio e molta acqua.

Ecco qualche indicazione dietetica:

  1. Seguire una dieta a basso indice glicemico. Evitare dolci, farinacei (pane, pasta, crackers e affini) e bevande zuccherate.
  2. Preferire cereali poco zuccherosi, come orzo, farro, riso integrale, miglio, grano saraceno. Ancora meglio se consumati in chicchi e non in farina sotto forma cioè di pane di farro, farina di riso, pasta di farro e così via.
  3. Usare solo olio extravergine a crudo che esclude anche cotture soffritte e fritture. È consentito l’olio di semi di lino con spremitura a freddo da conservare in bottiglie scure e in frigorifero perché si deteriora molto facilmente.

Fra i cibi privilegiare quelli con:

  • Acidi grassi omega-3: ad esempio salmone selvatico, semi di lino, noci e bevande base di frutta fresca che possono aiutare a ridurre le infiammazioni.
  • Antiossidanti: come ciliege, bacche, tè verde e spinaci che attaccano i radicali liberi.
  • Vitamina C: ne sono ricchi meloni, arance, pomodori e fragole che aiuta a riparare la pelle danneggiata o irritata.
  • Vitamina E: contenuta in nocciole, soia, mandorle, verdure a foglia verde, uova che protegge la pelle dalle cicatrici. Per migliorare l’apporto quotidiano di questa vitamina è possibile condire l’insalata con l’olio di oliva o usarlo per cucinare.
  • Vitamina A e beta-carotene, presenti nelle carote, peperoni, meloni e patate dolci amplificano i benefici del selenio, un potente antiossidante.
  • Selenio: ne sono ricchi le noci brasiliane, le mandorle, l’aglio, la cipolla e i cereali integrali che contribuiscono a conservare l’elasticità della pelle e a ridurre l’infiammazione.
  • Magnesio: Carciofi, avena, riso integrale e fichi in cui il minerale è presente, aiutano a riequilibrare gli ormoni che favoriscono l’insorgere dell’acne.

 

Altri suggerimenti:

  • Acqua: Aumentare di molto l’apporto idrico con almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno e l’integrazione di cibi acquosi nella dieta quali l’anguria, i cetrioli e il prezzemolo che aiutano a liberare l’organismo dalle tossine.
  • Grassi essenziali: contenuti ad esempio nelle noci (ne bastano tre al giorno), nel pesce fra cui salmone, branzino, acciughe al naturale, sgombro, nel tuorlo d’uovo e nella frutta secca non tostata (mandorle, noci, pinoli, nocciole) i quali attenuano l’infiammazione.
  • Poco sodio: limitare il più possibile l’uso di cibi preparati o industriali che fanno gonfiare a causa dell ritenzione idrica e danneggiano la pelle. Sostituire anche le verdure in scatola o surgelate con quelle fresche.
  • Evitare alcol e fumo.

 

Anche se l’acne resta una malattia cutanea multifattoriale, una corretta alimentazione antinfiammatoria (seguiti da un Nutrizionista), a basso carico glicemico, antiossidante e che gestisca un’eventuale alterazione metabolica e/o ormonale, potrebbe apportare vantaggi accanto alle comuni terapie farmacologiche.

 

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