La frutta di questo mese ci permette di salutare la tanto amata frutta estiva e ci fa dare un felice benvenuto ai frutti dell’autunno che si vedono per pochi mesi.

Questo un piccolo riassunto della frutta di Settembre:

Pesche, Melone, Anguria, Uva, Fichi, Susine e Prugne, Mele, Pere, Melagrane, Fichi d’india e CASTAGNE!! I più fortunati potranno ancora raccogliere more e lamponi se si sanno riconoscere.

Per quanto riguarda la verdura, dobbiamo iniziare a salutare le Solanacee (peperoni, melanzane e pomodori) che passano di stagione insieme a zucchine e piselli, ma lasciano spazio a zucche, patate, e le prime Brassicacee (broccoletti e cavoli principalmente). Ancora per un po’ vedremo dei legumi freschi come fagioli, fagiolini e lenticchie, e ancora carote, cetrioli, cipolle, patate novelle, bietoline, barbabietole, rucola, cicoria, porri e scalogno.

 

Questo mese è perfetto anche per la raccolta di diverse spezie e aromi, i più raccolti a Settembre sono la liquirizia, l’anice, il cumino, l’aglio cinese, l’erba cipollina, la menta, la maggiorana.  E, per chi ha le piante, sarebbe meglio affrettarsi a fare scorta di basilico, a breve la pianta inizierà a diminuire la produzione di nuove foglie.

 

NOTE: il cavolo, famiglia delle crucifere, genere brassica, è uno dei vegetali con più declinazioni, nell’orto e a tavola, ricordiamo il toscano, cinese, portoghese, di Bruxelles; nero o rosso; varietà verza, rapa o cappuccio. Alcune varietà sono più tipiche dell’inverno freddo (le verze) altre si vedono già adesso. Sono tutte accomunate, oltre che dalle proprietà benefiche, dall’odore pungente rilasciato in cottura dovuto all’elevata presenza di minerali (zolfo in particolare) contenuti in essi e che si sprigionano durante la cottura. Fortunatamente esistono svariati rimedi per neutralizzare quest’inconveniente, come l’aggiunta di limone o aceto in cottura, anche se, in realtà, il metodo migliore è cuocere i cavoli nel minor tempo necessario, e con le varietà con cui è possibile, consumarli direttamente crudi, poiché una cottura prolungata deteriora le vitamine che queste piante contengono, soprattutto la C.

 

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