La stitichezza, nota anche come stipsi o costipazione, è un sintomo molto frequente tra la popolazione, soprattutto tra le donne. A tutti nella vita sarà capitato di soffrirne per lunghi o brevi periodi, con la conseguente difficoltà di evacuazione delle feci.

 

Sebbene possa essere una conseguenza di numerose malattie, nella maggior parte dei casi è legata a problematiche di natura psicologica e alla vita frenetica che oggi conduciamo. Possiamo riconoscere tale sintomo in base ai seguenti parametri:

  • numero di evacuazioni inferiore a 3 per settimana;
  • sforzo durante almeno 1 evacuazione ogni 4 anche con sensazione di incompleto svuotamento
  • emissione di feci dure o caprine in almeno 1 evacuazione su 4.

 

Molto comune nella sindrome del colon irritabile e durante la gravidanza, essa può rappresentare un sintomo secondario di patologie gastro intestinali come la celiachia o i diverticoli, tumori ostruttivi, malattie croniche quali il morbo di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa, fino ad arrivare a patologie neurologiche o traumi che colpiscono il sistema nervoso centrale, patologie del connettivo o muscolari, malattie endocrinologiche e intossicazioni.

Molte persone sviluppano questo sintomo a seguito dell’uso eccessivo di lassativi o clisteri irritanti, che comportano anche l’insorgenza di emorroidi e ragadi anali. Altre presentano la stitichezza a seguito di patologie quali la depressione o le psicosi, fino ad arrivare a disturbi del comportamento alimentare come l’anoressia nervosa.

Negli anziani invece, l’utilizzo di farmaci e la sedentarietà sembrano avere un ruolo predominante.

Proprio per questo, di fronte ad un paziente con stipsi cronica è necessario raccogliere un’anamnesi accurata, eseguire un attento esame obiettivo ed effettuare gli esami diagnostici necessari per determinarne forma e cause.

La stipsi cronica semplice, non dovuta cioè a malattie organiche dell’intestino, è nella gran parte dei casi conseguenza di abitudini di vita sbagliate.

Sebbene venga molto spesso gestita superficialmente in quanto è ritenuta una patologia “minore”, è utile considerare che per il paziente questo disturbo è spesso una condizione di disagio che compromette la qualità della vita.

Per molte persone è anche un sintomo difficile da affrontare per problematiche legate al comune senso del pudore. Per questo sempre più pazienti ricorrono a preparazioni o farmaci da banco, senza passare dal proprio medico e una corretta diagnosi, spesso perpetuando e cronicizzando tale sintomo.

Una delle principali cause nella nostra frenetica società è sicuramente lo stress, accompagnato da alterazioni del microbiota intestinale, dalla cattiva qualità del sonno, dalla cattiva masticazione e dalla cronica mancanza di tempo.

Questo genera in molte persone tutta una serie di fastidi come la presenza ad esempio di gas e dolori addominali, senso di gonfiore e di pesantezza continui, che incidono su umore e attività della vita quotidiana.

Il colon è dotato di un proprio Sistema Nervoso Semi-Autonomo, denominato Sistema Nervoso Enterico (SNE) deputato tra l’altro alla produzione di Serotonina, sostanza che stimola il funzionamento della muscolatura del colon. Stimoli esterni recepiti dal SNC, possono provocare un’azione di eccessivo stimolo alla produzione di serotonina o bloccarne l’azione favorendo un transito accelerato nel colon (diarrea) o rallentato (stipsi). Il sistema nervoso enterico (SNE) rappresenta una divisione anatomica del sistema nervoso autonomo ed è costituito da neuroni i cui corpi cellulari sono localizzati nei plessi intramurali della parete intestinale. Anche se strettamente connesso con i sistemi simpatico e parasimpatico, possiede capacità integrative sufficienti da consentire il proprio funzionamento in assenza di informazioni provenienti dal sistema nervoso centrale.

Quasi il 95% della serotonina del nostro organismo viene prodotta dalle cellule dell’intestino. Nella pancia questa molecola serve a iniziare il riflesso peristaltico e a mantenere il tono vascolare, e quindi a regolare i movimenti e l’attività digestiva. Allo stesso tempo serve come segnale al cervello: invia segnali positivi, come la sazietà, o negativi, come la nausea. In caso di infiammazione intestinale si produce un eccesso di serotonina che colma i sistemi di riassorbimento e desensibilizza i recettori: questo può causare un blocco della peristalsi.

La serotonina cerebrale dipende dalla disponibilità del suo precursore triptofano, che passa nel cervello in quantità superiori se il pasto è ricco di carboidrati e povero di proteine.

Lo stress cronico comporta un aumento del livello di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Questo ormone di per sé fa ingrassare, ma stimola anche il rilascio di dopamina dal cervello, che rinforza positivamente la reazione di stress. Il rilascio di dopamina è anche fortemente stimolato dall’assunzione di cibo, in particolare da carboidrati e grassi. Si innesca così un circolo vizioso per cui la persona stressata ricerca cibo ad alto contenuto di zuccheri e grassi come conforto verso l’iperattivazione del sistema dello stress e di quello del piacere. Le persone sottoposte ad uno stress cronico quindi tendono a incrementare compulsivamente la ricerca di cibi, in particolare il cosiddetto comfort food, o cibo consolatorio.

A proposito di cibo utile nella stipsi, molto spesso è inutile aumentare il consumo di liquidi o di fibra per risolvere questa problematica, sebbene in alcuni casi assumere crusca oppure psillium può favorire un migliore transito intestinale, come anche una dieta povera di grassi e proteine che rallentano la digestione.

In caso di alterazioni a carico della muscolatura dell’intestino, l’infiammazione presente potrebbe comportare un accumulo di fibre e un loro rigonfiamento, causando l’effetto “tappo” e peggiorando la situazione.

 

ALIMENTAZIONE PER LA STIPSI

L’alimentazione è di certo il primo fattore da modificare per combattere la stitichezza. La dieta deve essere ricca di fibre, soprattutto di verdura e frutta. Sarebbe utile anche consumare cibi integrali e cereali in chicco come sostituzione e rotazione di alimenti raffinati.

Non esistono cibi da eliminare e preferire, ma come sempre, l’alimentazione è una cosa che va vista nell’insieme, dove è l’equilibrio che porta a soluzioni positive e riduce i sintomi.

Grande rilevanza è data alla masticazione. Mangiare lentamente è fondamentale. Gustare il cibo e godersi il momento del pasto diventa una regola da seguire attentamente.

Anche l’attività fisica regolare è importantissima. I soggetti che si muovono hanno maggiore regolarità intestinale rispetto a quelli sedentari. E naturalmente soffrono meno di stitichezza. L’aspetto psicologico però, è spesso determinante.

La fretta e lo stress sono i fattori che maggiormente predispongono a questo sintomo e molte persone le ereditano fin dall’infanzia e dall’adolescenza, portandosele tutta la vita e peggiorandole in alcune situazioni.

 

In caso di stitichezza, i consigli da seguire sono i seguenti:

1. Cercare di andare in bagno sempre alla stessa ora

2. Bere una bevanda calda pochi minuti prima di andare alla toilette

3. Massaggiare delicatamente la parte inferiore dell’addome nell’attesa dello stimolo

4. Assumere in bagno una posizione il più accovacciata possibile

5. Rilassarsi e concentrarsi sul proprio intestino, non restando troppo a lungo nella toilette

6. Non reprimere mai lo stimolo durante la giornata

7. Non usare lassativi o purganti, ma agire sulle cause della stipsi, come lo stress

8. Svolgere un’attività fisica regolare e quotidiana che rinforzi la muscolatura addominale e il pavimento pelvico

9. Bere acqua regolarmente durante la giornata, almeno 6-7 bicchieri, anche sostituendola a tisane

10. Seguire una dieta ad alto residuo con almeno 30 g di fibre al giorno (frutta, verdura, cereali integrali, crusca, ecc.) ed integrare l’alimentazione quotidiana con prodotti contenenti probiotici, simbiotici o prebiotici di cui sia stata evidenziata l’efficacia sulla motilità intestinale

11. curare la regolarità del sonno, magari assumendo la giusta dose di melatonina, rivolgendosi prima al medico per la prescrizione

12. curare la masticazione e prendersi il giusto tempo per consumare i pasti

13. mangiare la frutta a fine pasto per migliorare la digestione

14. iniziare sempre il pasto con delle verdure crude

15. prendersi quotidianamente un po’ di tempo per se stessi.

16. Non farsi convincere da rimedi miracolosi

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Dott. Pepino Francesco

Biologo Nutrizionista at Bergamo
info@pepinonutrizionista.it
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