BIOIMPEDENZIOMETRIA VETTORIALE

Indice

  1. Cos’è la composizione corporea
  2. La Metodica
  3. Il software Bodygram plus
  4. Approfondimento BIA convenzionale
  5. Approfondimento BIA vettoriale
  6. Applicazioni cliniche della BIVA (alcuni esempi)
    Cardiologia
    Bioimpedenziometria e dimagrimento
    Riabilitazione nutrizionale
    Sottopeso
    Dialisi
    DCA
    SPORT
    BIVA e Supercompensazione

La Bioimpedenziometria, eseguita durante la prima visita e durante i successivi controlli, è un esame di tipo bioelettrico, rapido e non invasivo, che permette di valutare la composizione corporea di un soggetto, il suo stato nutrizionale, e i suoi cambiamenti in seguito al programma alimentare (e/o di allenamento) adottato.

Come l’ingegnere non interviene su un motore senza conoscerne lo schema, così un Nutrizionista non dovrebbe prescrivere terapie alimentari (o un personal trainer programmi di allenamento) senza conoscere la composizione corporea qualitativa e quantitativa del soggetto in trattamento.
 

 
 

COS’E’ LA COMPOSIZIONE CORPOREA?

Un aspetto prioritario, per chi vuole stare in salute, anche se normopeso, per chi vuole tornare in forma o migliorare la performance sportiva, è quello di conoscere la propria composizione corporea. Essa è infatti strettamente collegata al nostro stato nutrizionale, quindi al grado di benessere nonché al rischio di malattia.

Tutti sanno che il peso indicato dalla bilancia è solo un dato parziale. Esso infatti non distingue tra Massa grassa (FM, Fat Mass) e Massa magra (FFM, Free Fat Mass).

Alcuni esempi:

  1. Due donne, alte 165 cm, con ugual peso, 60 Kg, quindi stesso BMI, ma molto diverse nelle circonferenze. L’una con circonferenza vita di 57 cm, l’altra pari a 76 cm. Quanto di quei 60 Kg è grasso e quanto è massa magra?
  2. Due uomini, alti 170 cm, con peso di 92 Kg. BMI= 31,8 (obesità di prima classe). In realtà uno dei due è un muscolatissimo campione di powerlifting (sollevamento pesi), l’altro è effettivamente molto grasso.Composizione Corporea - Biologo Nutrizionista
  3. Ragazza 22 anni, 160 cm, peso prima visita 54; al controllo, 1 Kg in meno di peso, ma di cosa? Cosa ha perso?

Ma ammettiamo di avere un modo, per mezzo di uno strumento (esempio il plicometro), di differenziare tra massa grassa e massa magra (modello bicompartimentale), poco ancora sapremmo riguardo la componente più importante, e spesso sottovalutata (non dagli sportivi), tra le due, cioè la FFM, la massa magra. Questa infatti è divisibile a sua volta in due componenti:

  • la BCM (massa cellulare), una pura cultura di cellule viventi. La BCM è la componente metabolicamente attiva (più ce n’è e più è alto il metabolismo). È un compartimento di cui il corpo umano dovrebbe essere dotato in abbondanza.
  • la ECM (massa extracellulare). Include il plasma, i fluidi interstiziali, l’acqua transcellulare (fluido cerebrospinale, fluidi articolari), i tendini, il derma, il collagene, l’elastina e lo scheletro. L’ acqua extra cellulare (ECW: Extra Cellular Water) espressa come percentuale dell’acqua totale, rappresenta il compartimento volumetricamente più rilevante della ECM ed è lo spazio soggetto alle più rapide e significative variazioni (durante il ciclo ovulatorio nella donna, nella ritenzione idrica, nei soggetti nefropatici e in quelli cardiopatici, etc.).

Tornando agli esempi di prima:

  1. la donna di 60 Kg con circonferenza vita di 57 cm ha il 12% di FM, massa grassa, e per differenza l’88% di FFM, massa magra; quanta di questa massa magra è BCM, cioè massa cellulare (buono), e quanta ECM, massa extracellulare? Magari ECW, acqua extracellulare (non buono)?
  2. E il muscolatissimo campione di powerlifting, quanta BCM avrà e quanta ECW (sintomo spesso di infiammazione)? Magari, lui, per migliorare, se possibile, il suo stato nutrizionale e quindi la sua composizione corporea lo vorrà sapere.
  3. Infine la ragazza del controllo, ha perso 1 Kg di FFM, massa magra, ma di BCM o di ECM (cioè di ECW, acqua extracellulare)? cioè ha perso muscolo (BCM) oppure si è sgonfiata perdendo acqua di ritenzione (ECW)?

BIOIMPEDENZIOMETRIA Modelli

 

  1. Modello monocompartimentale: Solo il peso. Strumento: la bilancia.
  2. Modello bicompartimentale: Massa magra e Massa grassa. Strumento: plicometro.
  3. Modello tricompartimentale semplice: La Massa magra è suddivisa in Massa cellulare (BCM) e Massa extracellulare (ECM). Strumento: BIA standard.
  4. Modello multicompartimentale: Si tiene conto della qualità della BCM e della ECM, prendendo in considerazione anche l’Acqua totale (TBW) a sua volta divisibile in Acqua extracellulare, ECW (componente della ECM) e in Acqua intracellulare, ICW (componente della BCM). Metodica: BIVA.

BIOIMPEDENZIOMETRIA Massa Magra

 
 
LA METODICA
La bioimpedenziometria è una delle analisi maggiormente accreditate e valide nell’ambito della diagnostica nutrizionale per rispondere a tale esigenza e rispondere alle domande degli esempi riportati in precedenza.

Si tratta di un esame qualitativo sensibile e specifico ai due parametri fondamentali della nutrizione: l’idratazione e la presenza di una massa proteica sufficiente.

Questa metodica si basa sulla capacità dei tessuti ricchi di acqua (tessuti magri) di condurre l’elettricità, mentre i tessuti grassi e ossei oppongono una resistenza maggiore al passaggio della corrente. Lo strumento misura anche i valori di reattanza che indicheranno l’integrità delle membrane biologiche e la massa cellulare.

 

COME SI ESEGUE LA MISURA?

BIOIMPEDENZIOMETRIA Strumentazione

Si tratta di una tecnica indolore e sicura che può essere eseguita sia su individui sani che affetti da patologia, in qualunque stato fisiologico (gravidanza), di età compresa tra 2 e 85 anni.

Si fa passare una corrente alternata, impercettibile, di bassissima intensità (400 µA) ed alta frequenza (monofrequenza 50 KHz) attraverso quattro elettrodi cutanei (una coppia sul dorso della mano e una sul dorso del piede sul soggetto disteso, vestito, in posizione supina), la quale, viaggiando lungo il corpo, incontrerà resistenze diverse a seconda della composizione dei vari distretti corporei: l’analizzatore (BIA 101, Akern) registra la velocità e la modificazione di essa (caduta di tensione) e quindi fornisce i dati elettrici rilevati (Resistenza e Reattanza espresse in Ohm), calcolando l’impedenza dei tessuti attraversati.

IL SOFTWARE BODYGRAM PLUS

Grazie ad un software dedicato (Bodygram plus, ultima versione, 2017) le misure elettriche rilevate vengono trasformate in dati clinici, sulla base di equazioni di regressione (formule) che tengono conto dei valori di riferimento della popolazione, delle misure antropometriche del soggetto (peso e altezza), della sua età e del sesso, consentendo una valutazione dello stato di idratazione e nutrizionale del soggetto.

Questa è la BIA convenzionale (standard), grazie alla quale il software Bodygram plus, trasforma la misura d’impedenza in volumi (intracellulare, extracellulare), masse (grassa, magra, cellulare), metabolismo basale, e altre grandezze dell’analisi di composizione corporea. In tal modo si possono ottenere valori numerici stimati della composizione corporea (appunto chilogrammi di grasso, litri di acqua extracellulare, vedi dopo).

Le stime ottenute provengono da algoritmi proprietari del Produttore (a differenza di altri software che propongono stime derivate da formule non proprietarie, e non è cosa da poco!). Inoltre, l’aspetto più innovativo di questa versione del software è che le stime non sono più dipendenti dalla percentuale di idratazione del soggetto (che per tutti gli altri bioimpedenziometri in commercio deve essere intorno al 73% pena la totale inattendibilità dei risultati, già di per sé poco attendibili), infatti vengono utilizzati algoritmi di calcolo della composizione corporea che utilizzano modelli dinamici di idratazione dei tessuti. La messa a punto di algoritmi di stima che impiegano l’effettivo livello di idratazione dei tessuti presente nel soggetto al momento dell’esame è in grado di migliorare sensibilmente la predizione dei singoli compartimenti corporei quali Massa Grassa e Massa Magra. Tutto ciò rende la BIA convenzionale di questo analizzatore molto più attendibile e veritiera.

Ma, ovviamente, l’analizzatore BIA 101 consente di eseguire l’analisi BIA vettoriale. I parametri bioelettrici rilevati sono:

  • Resistenza (R), inversamente proporzionale al contenuto di acqua nel corpo;
  • Reattanza (Xc), direttamente proporzionale alla densità cellulare
  • Angolo di fase (PA), dipenda dal rapporto tra Reattanza e Resistenza; varia nel corpo umano da 2-3° a 9-10°.
  • indicatore della proporzione fra i volumi intra ed extracellulari;
  • correlato alla qualità dei tessuti;
  • indice prognostico di numerose malattie;
  • indice di mortalità (< 4°).

 

Resistenza e Reattanza sono elaborati ed espressi attraversi due grafici: Biavector™(BIVA), Biagram™. Inoltre, con l’ultima versione del software, si hanno a disposizione anche i nuovi test Hydragram™, Nutrigram™ per la valutazione immediata dello stato idrico e nutrizionale del soggetto.

L’interpretazione dei grafici su menzionati è il vero potente strumento nelle mani del Biologo Nutrizionista al servizio del paziente. Grazie ad essi nella prima visita si effettua una prima fotografia della situazione, e si controllerà con accurata precisione l’andamento nei successivi incontri, valutando di volta in volta la direzione intrapresa, eventuali modifiche da apportare, integrazioni, correzioni allo stile di vita, suggerimenti per l’attività fisica e tanto altro.


 
 

APPROFONDIMENTO BIA CONVENZIONALE

Tutti i metodi convenzionali di stima della composizione corporea (dalla DEXA alla plicometria, alle tecniche di diluizione isotopica…) delegano il compito della predizione di masse e/o volumi corporei ad equazioni predittive associate a parametri antropometrici co-predittori.

Nel caso dell’analisi BIA, le equazioni predittive elaborano stime dei vari compartimenti corporei utilizzando i parametri di età, sesso, peso ed altezza del soggetto ed ipotizzando un’idratazione costante dei tessuti molli del 73%.

In assenza di alterazioni idro-elettrolitiche le correlazioni tra i vari compartimenti corporei sono costanti ed interdipendenti, tanto da permettere al clinico la valutazione quantitativa dei vari compartimenti corporei (esempio: TBW, ICW, ECW, FFM, FM, BCM..), tuttavia, in presenza di soggetti con alterazioni idroelettrolitiche (ritenzione, edema, disidratazione lieve o grave), l’errore standard di stima della migliore equazione ad oggi sviluppata è sempre troppo alto per permettere l’utilizzo in ogni campo clinico.

Quelli riportati di seguito sono i parametri più importanti ricavati nella BIA convenzionale:

 

  • TBW: Total Body Water, acqua totale corporea; rappresenta la componente predominante del nostro organismo ed è la somma dell’acqua intracellulare (ICW) e dell’acqua extracellulare (ECW). Nelle condizioni normali la distribuzione dell’acqua dovrebbe essere 38-45% ECW e 55-62% ICW. È una stima generalmente esatta (attenzione alla % di peso)
  • ECW: Extra Cellular Water; l’Acqua Extracellulare rappresenta il volume del fluido che si trova all’esterno delle cellule. La maggior parte del liquido perso con il sudore proviene dal comparto Extracellulare, in particolare dal plasma. Quasi nella totalità dei casi le variazioni dell’acqua corporea avvengono in questo compartimento, mentre le variazioni del compartimento intracellulare sono nell’ordine di + o – 5 %; una variazione superiore potrebbe causare danni alla massa cellulare stessa. Una ECW alta può essere sintomo di 1) ritenzione idrica, 2) erosione cellulare (catabolismo/malnutrizione). Una infiammazione locale e/o sistemica porta ad un aumento della ECW. Stima fortemente influenzata dalla quantità di muscoli di un soggetto
  • ICW: Intra Cellular Water, l’acqua contenuta all’interno della cellula. Direttamente collegata alla massa corporea (più muscoli ci sono più è alta l’ICW). Le cellule sane mantengono la propria integrità e trattengono i propri fluidi all’interno
  • FFM: Fat Free Mass, massa magra; è costituita da muscoli, ossa, minerali e altri tessuti non grassi. Contiene approssimativamente il 73% di acqua, il 20% di proteine, il 7% di minerali. Essa è suddivisa in Massa cellulare e Massa Extracellulare.
  • BCM: Body Cell Mass ossia Massa cellulare, rappresenta il volume totale delle cellule viventi. Costituisce il tessuto metabolicamente attivo del corpo. Valore che determina il livello di stato fisico. Valori di normalità si attestano intorno al 35% – 40% del peso corporeo. È un importante indice dello stato fisico e tende a diminuire con l’avanzare dell’età oppure a causa di una cattiva alimentazione. È una stima generalmente esatta (un po’ influenzata dal peso)
  • BCMI: Indice di massa cellulare; estremamente più affidabile del BMI che non distingue un obeso da un soggetto muscoloso. È una visione più completa della costituzione corporea di una persona e dà un’idea immediata sullo stato nutrizionale del soggetto. Si ottiene dal rapporto della massa cellulare sull’altezza.
  • FM: Fat Mass. È costituita da tutti i lipidi estraibili dai tessuti adiposi e da altri tessuti del corpo. I tessuti adiposi esterni vengono spesso identificati come grasso cutaneo, mentre i tessuti adiposi interni vengono identificati come grasso viscerale. Il parametro della massa grassa può risultare un dato variabile in quanto viene calcolato per differenza ed attendibile solo nel caso in cui il soggetto misurato abbia uno stato di idratazione nella norma.
  • BMR: Basal Metabolic Rate, è il metabolismo basale, è il dispendio energetico di un organismo a riposo, e comprende l’energia necessaria per le funzioni metaboliche vitali (respirazione, circolazione sanguigna, digestione, attività del sistema nervoso, ecc.). Inattendibile; il metabolismo va misurato con la Calorimetria indiretta.
  • MM: Muscle Mass; è la componente del tessuto muscolare scheletrica costituita essenzialmente da fibre rosse e bianche. Si differenzia dalla componente di massa cellulare in quanto componente anatomica vera e propria. La massa muscolare nel soggetto normotipo sano giovane rappresenta circa il 50% della FFM.
  • ECM/BCM: rapporto di massa. Il rapporto ECM/BCM rappresenta la qualità della massa magra.
    • Rapporto < 0,9: nei soggetti muscolosi perché hanno molta BCM, ma anche nei soggetti disidratati perché hanno poca ECM
    • Rapporto 0,9-1,9: valori normali
    • Rapporto > 1,0: soggetti in catabolismo (bassa BCM); presenza di ritenzione idrica o edema (alta ECM, cioè ECW).


 
 

APPROFONDIMENTO SULLA BIOIMPEDENZIOMETRIA VETTORIALE (BIVA)

L’analisi vettoriale d’impedenza tramite nomogramma Biavector™, essendo una misura diretta e non una stima, non utilizzando equazioni predittive, essendo indipendente dal peso corporeo, offre al Biologo Nutrizionista uno schema interpretativo immediato circa lo stato d’idratazione e di nutrizione (massa corporea) del soggetto.

È qui la chiave di tutto. Con l’analisi vettoriale abbiamo misure dirette, non stime derivate da algoritmi, ma valori reali, riportati su un grafico, validato clinicamente con oltre 20 anni di studi scientifici effettuati tutti con analizzatori Akern. Ed è proprio l’interpretazione corretta dei grafici che è la chiave per ottenere i risultati migliori, indirizzando le scelte, e con esse il paziente, verso le soluzioni migliori.

Monogramma BivectorBIOIMPEDENZIOMETRIA Monogramma Bivector

 

 

 Come già anticipato è possibile, in base alla posizione sul grafico, valutare lo stato idrico e nutrizionale della persona:

  • migrazioni del vettore (identificato da un punto) lungo l’asse maggiore del nomogramma (in alto e in basso) indicano variazioni a carico del comparto idrico extracellulare, in particolare un accorciamento del vettore (spostamento del punto verso il basso) indica iperidratazione, un allungamento del vettore (spostamento del punto verso l’alto) indica disidratazione.
  • variazioni del vettore (il puntino sul grafico) lungo l’asse minore dell’ellisse (a destra o a sinistra) indicano variazioni a carico dei tessuti molli, della massa cellulare, quindi dello stato di nutrizione; uno spostamento da sinistra a destra mi indica un peggioramento e nella metà di sinistra delle ellissi cadono i vettori dei soggetti meglio nutriti.
  • Se invece il puntino, cioè il vettore di impedenza, rimane immobile da un controllo ad un altro, nella stessa posizione, potremmo ipotizzare vari scenari, tra i quali:
    1. Il soggetto ha perso 3 Kg di peso: quindi, se il vettore è rimasto immobile, cioè non ha perso né liquidi, né massa cellulare, allora con buona approssimazione possiamo affermare che il soggetto ha perso grasso (le stime eventualmente ce lo confermeranno ma vanno sempre verificate con il Biavector).
    2. Il soggetto ha guadagnato 3 Kg di peso: quindi, come prima, se il vettore è rimasto immobile, cioè non ha perso né liquidi, né massa cellulare, allora con buona approssimazione possiamo affermare che il soggetto ha acquistato grasso (le stime eventualmente ce lo confermeranno ma vanno sempre verificate con il Biavector).
    3. Il soggetto ha mantenuto il peso: in questo caso, con vettore immobile, possiamo affermare che la situazione è stazionaria, uguale a quella di partenza, e fare le valutazioni del caso a seconda di quali erano gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Ad esempio: se volevamo perdere grasso abbiamo sbagliato qualcosa; se volevamo acquistare massa muscolare abbiamo sbagliato qualcosa (questo vale sia per l’alimentazione che per l’eventuale allenamento integrato)

Biagram

 

Tramite la trasposizione grafica della reattanza (ascisse) ed angolo di fase (ordinate) si identificano sul nomogramma zone di normalità ed anormalità delle proporzioni tra spazi intra/extracellulari.

La prima pubblicazione sull’argomento risale al 1995 (Talluri and Maggia). Questo schema interpretativo consente tramite le sole misure bioelettriche dell’individuo, di identificare stati di anormalità fra gli spazi intra/extracellulari. Il BiaGram come detto mi fornisce indicazioni estremamente precise sul rapporto tra la Massa Extracellulare e la Massa Cellulare:

  • Se la misurazione ricade nella zona 1 (gialla) questo indica che il soggetto ha un rapporto ECM/BCM > 1.
  • Se la misurazione ricade nella zona 2 (verde) questo indica che il soggetto ha un rapporto ECM/BCM = 1, in altre parole per ogni Kg di massa extracellulare c’è un kg di massa cellulare.
  • Se la misurazione ricade nella zona 3 (rosa) questo indica che il soggetto ha un rapporto ECM/BCM < 1.


 
 

APPLICAZIONI CLINICHE DELLA BIVA


 
 

CARDIOLOGIA

Il grafo R-Xc (il Biavector) può essere utilizzato per capire se un soggetto, in prima visita, con pressione alta (misurata con sfigmomanometro) è un iperteso essenziale (ipertensione primaria) oppure secondario.  Questo ci potrebbe far capire se il soggetto può ridurre l’ipertensione attraverso un diuretico o un percorso nutrizionale adeguato oppure abbia bisogno di interventi di altro tipo (farmacologico). Se il vettore di un soggetto iperteso cade in alto (ad esempio nel quadrante in alto a destra), denotando quindi disidratazione, si può affermare che il soggetto ha una ipertensione Volume Indipendente, cioè ipertensione essenziale, non dovuta ad un eccesso di fluidi che porterebbero ad un aumento di pressione interstiziale che si ripercuoterebbe in un aumento di pressione sistolica.

Nel caso in cui, invece, il soggetto iperteso in esame abbia un vettore che cade in basso (ad esempio nel quadrante in basso a destra), ci troviamo di fronte ad un soggetto edematoso (abbondanza di liquidi) che ha una ipertensione Volume dipendente, cioè di tipo secondario.

Altro caso, il soggetto in esame è un ipoteso, il vettore cade in basso (ad esempio nel quadrante in basso a destra), quindi presenta accumulo di fluidi (edema), dunque la sua ipotensione è di tipo Volume Indipendente, cioè ipotensione primaria.

Infine, se il grafo R-Xc di un soggetto ipoteso cade in alto, quindi presenta disidratazione, si parlerà di ipotensione secondaria.

 
 
BIVA E DIMAGRIMENTO

Nella immagine riportata di seguito analizziamo in maggior dettaglio l’esempio riportato in precedenza. Abbiamo due casi, a sinistra relativi a uomini, uno dei quali ha perso nel suo percorso nutrizionale ben 47 Kg, un altro ha perso 3 Kg. Nel primo caso il vettore è abbastanza stabile, immobile, quindi la perdita di 47 Kg è da attribuire al compartimento di grasso corporeo. Nel secondo caso, come si vede, il vettore si sposta in alto, quindi i 3 Kg persi sono liquidi. A destra abbiamo esempi di donne, un caso di donna che ha perso 29 Kg, con vettore pressoché sempre nella stessa posizione, quindi perdita di grasso; nell’altro caso, invece, si ha una perdita di 3 Kg di peso, ma lo spostamento del vettore è marcatamente verso l’alto, quindi anche qui denota perdita di liquidi (ovviamente se l’obiettivo era quello di sgonfiarsi, cioè proprio quello di perdere una ritenzione idrica in eccesso, allora il risultato è positivo; se l’obiettivo era perdere grasso, il risultato è del tutto negativo).

BIVA E DIMAGRIMENTO

 
 
RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE

Riabilitazione Alimentare

Il caso riportato nel grafico qui sopra prende in considerazione una riabilitazione nutrizionale di una donna, 54 anni, BMI 19,1, peso iniziale 49,5 Kg, FM = 33%. La donna, con peso e BMI tutto sommato nella norma, riferisce stanchezza e adiposità localizzata.

Il primo esame, il pallino rosso, quello più a destra nel grafico, testimonia una situazione alterata, con poca massa e struttura (siamo a destra del grafico) e siccome ci troviamo in alto non sarà un problema di ritenzione, piuttosto di scarsa nutrizione. Il soggetto, avendo scarsa BCM, non potrà caricare molto con l’attività fisica, per compensare alla scarsa BCM, e per cercare di dimagrire; farebbe peggio. Si consiglia in questi casi una rieducazione alimentare (la donna era reduce da cicli di diete fai da te ripetute) normocalorica, con una buona percentuale di proteine (20%) e, di concerto con il personal trainer, un’attività fisica lieve, almeno in una prima fase, fin quando il vettore, si sia spostato sufficientemente verso sinistra (cosa che come si vede avviene). Il risultato finale, ultima misurazione indicata sulla sinistra, è un aumento di peso (da 49,5 a 50,7), ma soprattutto un calo della massa grassa del 10% (da 33% a 23%). Se si guardasse solo la bilancia, la paziente non sarebbe felice; ma presumibilmente, al di là delle spiegazioni del Nutrizionista che la informa del netto miglioramento, ciò che la convincerà sarà la prova vestiti, lo specchio, e un sentirsi meno stanca e più in forma.

 
 
BIVA E SOTTOPESO

BIVA e sottopesoL’utilizzo della BIVA in pazienti sottopeso è un utile strumento per distinguere delle “magre” finalizzate ad una performance, allo sport, come le ginnaste, d’élite e sub élite, rispetto a “magre” legate a DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), come le anoressiche. Cosa che la Clinica classica, l’occhio, il centimetro, la semplice bilancia, non riuscirebbe a distinguere. Come si vede dal grafico, la posizione tipica dei soggetti anoressici è sempre più spostata verso destra, segno di una minore massa e struttura, a parità di peso. D’altro canto, le atlete sub élite, rispetto a quelle élite, sono spostate più verso sinistra; quindi pur avendo maggior massa e struttura rispetto a quelle élite, hanno performance sportive inferiori.

 
 
BIVA E DIALISI

La Bioimpedenziometria vettoriale nasce proprio in questo settore della clinica per dare risposte più precise per il monitoraggio non invasivo dell’idratazione nel nefropatico, idratazione che in questi pazienti cambia molto velocemente.

Biva e Dialisi

 

Questo qui sopra è un classico esempio in letteratura di applicazione della BIVA in dialisi. Abbiamo due pazienti in trattamento dialitico (grafico a sinistra e grafico a destra):

  1. A sinistra, il paziente pesava al primo esame (stellina in basso) 65,7 Kg, al termine della dialisi 63 Kg; ha perso 2,5 Kg di liquidi, come testimonia lo spostamento deciso verso l’alto del vettore (pallino in alto). Il vettore rimane all’interno dell’ellissi verde, quella relativa alla maggioranza della popolazione generale. Terapia corretta.
  2. A destra, il paziente, in partenza (stellina in basso), ha un vettore nella norma, non c’è iperidratazione, anzi è leggermente “asciutto”; quindi, la seduta dialitica avrebbe dovuto limitarsi a togliere soluti, senza quindi trattamento di ultrafiltrazione, senza cioè la rimozione di fluidi. Invece, togliendo fluidi il paziente post-dialisi si trova in uno stato di disidratazione, come testimonia il vettore che si è spostato in alto, ma in una zona fuori dall’ellissi di normalità, fuori anche dall’ellissi arancione, in zona di disidratazione con tutti le conseguenze cliniche che ciò comporta. Terapia sbagliata!!


 
 

BIVA E DCA

Biva e DCA

Un lavoro di pochi anni fa (rappresentato dal grafico in alto) concludeva che la BIA convenzionale ha pochissima utilità nei pazienti con DCA, specie nella Anoressia nervosa. Se infatti si applicano le equazioni predittive di FFM, di FM e di BCM su tali soggetti si troverebbero degli assurdi, con valori di FM (massa grassa) negativi, tipo  – 4 Kg di massa grassa!!!!

D’altra parte, la BIVA può essere una valida alternativa nella valutazione clinica riflettendo cambiamenti di ECW e massa cellulare. Lo spostamento sul grafico del vettore può permettere anche in questi casi di Anoressia un controllo nel tempo dell’andamento della composizione corporea, e consentire una più corretta valutazione dell’efficacia delle terapie scelte.

 
 
BIVA e SPORT

Biva e Sport

Un deficit idrico del 1,5-2% del peso corporeo determina una immediata riduzione delle capacità prestative, con riduzione della performance sportiva del 20-30%.

L’importanza di un’analisi BIVA nello sportivo sta tutta in questo dato che è ben noto nel settore.

Per uno sportivo inoltre è molto importante controllare la Massa Cellulare (BCM), spesso definita, un po’ impropriamente, Massa Muscolare, per evitare una sua diminuzione che si può avere in caso di overreaching o addirittura overtraining (nel tal caso cambierei personal trainer!), cioè di allenamento troppo intenso o troppo prolungato, o di un regime alimentare inadatto al tipo di lavoro fisico svolto (nel tal caso cambiare Nutrizionista!).

Di seguito un grafico esemplificativo delle posizioni relative occupate da popolazioni differenti di atleti, di sport diversi, nel grafo R-Xc:

 

Analisi:

  • Come era prevedibile, almeno tra gli sport raffigurati, i giocatori di rugby occupano le posizioni più a sinistra del grafico, quelle cioè relative a maggior massa e struttura; in normoidratazione. Rispetto ad un giocatore di calcio, infatti, un rugbista è dotato mediamente di una muscolatura più importante
  • Nel caso dei calciatori man mano che si scende di categoria ci si sposta sempre più verso destra, verso cioè livelli di massa e struttura inferiori, fino ad arrivare ai calciatori amatoriali che occupano praticamente una posizione sovrapponibile a quella della popolazione generale.
  • I giocatori di basket occupano invece un’area leggermente differente. Un po’ meno a sinistra rispetto a calciatori, rugbisti e altri, e anche più spostati verso il basso. Questo è dovuto al fatto che i parametri bioelettrici come la Reattanza sono normalizzati per l’altezza (cioè diviso altezza), ed essendo questi giocatori mediamente più alti degli altri sportivi, avremo valori risultanti più bassi mediamente quindi più in basso nel grafico. Ad esempio, nei calciatori, il portiere, che è sempre mediamente più alto, occupa spesso posizioni più in basso, ma ciò non vuol dire che sia più idratato degli altri.
  • Un giocatore il cui gruppo di appartenenza occupa una determinata posizione sul Biavector, che si trovi ad essere prima di una gara in posizione molto distante, specie se molto più in alto, è possibile che abbia una performance scarsa (compatibilmente con la sua posizione di partenza), quindi meglio che non giochi!
  • Gli atleti di endurance, come i maratoneti, occupano sempre una posizione molto in alto nel grafico, denotando livelli di idratazione mediamente più bassi e anche una massa e struttura inferiore.

È evidente che al di là di dove si posizioni l’atleta nella “fotografia” iniziale che si fa durante la prima visita, ciò che più conta è seguirne l’andamento negli incontri successivi verificando i cambiamenti qualitativi e quantitativi della composizione corporea in funzione di quelli che erano i programmi di allenamento e quelli alimentari. Se l’atleta aveva come obiettivo quello di aumentare la massa muscolare, si troveranno le risposte all’interno del Biavector; e così per ogni singolo caso specifico. Quindi:

  • Monitorare lo stato qualitativo della massa magra (muscolo e fluidi);
  • Valutazione funzionale dei fluidi (accuratezza < a 250 cc)
  • Stimare la composizione corporea;
  • Valutare la risposta all’allenamento;
  • Valutare i cambiamenti individuali a seguito di interventi nutrizionali e/o di preparazione.
  • Buona correlazione con la funzionalità/ forza muscolare ( p.e HGS r>0,8)

 

 
 
BIVA E SUPERCOMPENSAZIONE

Biva e Supercomposizione

  • Il carico dell’allenamento deve essere di intensità sufficiente a determinare una risposta anabolica (al di sotto di quella intensità è inutile allenarsi).
  • Dopo il carico di allenamento è necessaria una fase di recupero o di compensazione per ristabilire l’omeostasi del/dei muscoli allenati.
  • Terminata la fase di recupero il muscolo allenato in precedenza non è più nello stato iniziale ma leggermente sopra (rispetto al livello iniziale della capacità prestative del muscolo stesso). Questa fase è definita “supercompensazione”. Dopo un tot di tempo, se non ci si allena, il muscolo tornerà all’omeostasi di partenza, ai livelli iniziali di capacità prestativa.
  • L’ideale è allenarsi durante la fase di supercompensazione. In questo modo avremo il miglioramento della capacità prestative, perché il livello iniziale sarà più alto, e lo sarà di conseguenza, per l’omeostasi conseguente, anche il punto di arrivo (avremo un aumento della performance).
  • Se si aspetta troppo tempo, termina la fase di supercompensazione, e l’allenamento partirà dal punto di partenza, cioè senza avere miglioramenti prestativi. Inoltre, quando ci si allena poco, aspettando troppo tempo tra un carico (allenamento) ed un altro, si può essere fatalmente tentati dall’aumentare il carico rispetto alla volta precedente, determinando probabili infortuni.
  • L’angolo di fase, nella fase di recupero, si abbassa in un primo momento. Non è patologico ma fisiologicamente determinato dal carico dell’esercizio (vedi il maratoneta che alla fine della gara ha le fibrocellule letteralmente “mangiate”), in attesa appunto del recupero omeostatico (la ricostruzione delle fibrocellule). L’angolo di fase, sempre in fase di recupero o compensazione, torna a risalire, per raggiungere valori massimali al picco della supercompensazione.
  • Nella fase di supercompensazione l’angolo di fase aumenterà rispetto a quello pre-esercizio (intenso) per poi tornare a ridiscendere ai valori iniziali, a meno che durante la fase di supercompensazione non si applichi un ulteriore carico di allenamento. Supercompensazione
  • Se invece aspetto troppo poco tempo, prima che si avvii la fase di supercompensazione, quando cioè sono ancora dentro la fase di recupero, non lasciando tempo per un corretto ristabilimento dell’omeostasi di partenza vedrò diminuire le capacità prestative sempre di più. Quindi, non solo non avrò miglioramenti dovuti alla supercompensazione, ma addirittura peggiorerò la situazione. Overreaching o addirittura Overtraining.
  • Lo stesso disastroso risultato lo avremo se applicassimo carichi di lavoro troppo intensi/elevati per i nostri iniziali livelli prestativi.
  • Analogamente, un insufficiente o inadeguato apporto nutrizionale, calorico/nutrienti, durante il peri-allenamento (pre-, intra-, post-), determina lo stesso effetto dell’overreaching (o addirittura overtraining), cioè la diminuzione della performance.

Supercompensazione 2

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