ADIPOMETRIA O ECOGRAFIA TISSUTALE

Durante la prima visita e nel corso dei successivi controlli viene effettuata l’analisi adipometrica, una tecnica di misurazione degli spessori e della qualità sia del tessuto adiposo sottocutaneo che del tessuto muscolare attraverso la metodica ad ultrasuoni, particolari onde sonore che, penetrando nei tessuti in modo assolutamente indolore, vengono riflessi in maniera differente dai tessuti che incontrano lungo il loro percorso.

Adipometria

L’Adipometro BX2000 BodyMetrix, in dotazione presso il mio studio, è un ecografo monodimensionale ad ultrasuoni a 2,5 Mhz di frequenza che raggiunge una profondità di tessuto di circa 10 cm. È connesso a un computer che, attraverso un software dedicato, permette di elaborare le immagini ecografiche dei distretti corporei analizzati e trarre numerose informazioni utili per il Biologo Nutrizionista. Attraverso uno schermo, sono visibili all’operatore e di immediata comprensione da parte del paziente, gli spessori di cute, grasso superficiale (SAT, superficial adipose tissue, che fornisce “isolamento termico”), grasso profondo (DAT, deep adipose tissue, il grasso di “accumulo”) e le fasce muscolari.

Con l’Adipometria si misurano quindi direttamente lo spessore del grasso sottocutaneo (in qualsiasi punto del corpo, vedi dopo) ed anche lo spessore del muscolo sottostante, che vengono espressi in millimetri. Non sono stime ricavate da formule, come per altre metodiche; qui vediamo (lo vede anche il paziente dal suo lettino) con i nostri occhi il grasso, e vediamo il muscolo, lo misuriamo in millimetri, e ne controlliamo l’andamento nel tempo per capire tempestivamente se la strada è quella corretta o vanno fatte modifiche al percorso nutrizionale e/o di allenamento intrapreso.

Ma oltre a questa che è un’analisi di tipo quantitativo (spessore espresso in millimetri), la vera rivoluzione dell’adipometria, è la possibilità di effettuare un’analisi qualitativa accurata attraverso la stratigrafia: a differenza dell’analisi per singolo punti, con ecografo fermo in un determinato punto che misura essenzialmente gli spessori in millimetri (dandoci anche la percentuale di grasso corporeo), la stratigrafia si ottiene facendo scorrere l’ecografo lungo una determinata zona (dovunque si voglia, vedi sotto) ottenendo così un’immagine a video che è una rappresentazione bidimensionale degli strati sottostanti con i relativi confini tra i diversi tessuti. (Ovviamente con la stratigrafia otteniamo anche gli spessori dei tessuti lungo tutta la zona sottoposta ad ecografia).

L’analisi qualitativa così eseguita permette di distinguere tra:

  • Un muscolo ben allenato, tonico, da uno meno allenato (indipendentemente dal loro spessore); si ha quindi la possibilità di valutare lo stato del muscolo del paziente, la qualità del tessuto muscolare e seguirne l’evoluzione nel tempo così da operare scelte basate su dati oggettivi (preparazione atletica, riabilitazione post-infortuni). Il muscolo infortunato di un giocatore a riposo si modifica non solo quantitativamente, riducendo il suo spessore, ma cambia anche dal punto di vista qualitativo, ad esempio con infiltrazioni di grasso al suo interno, visibili solo con questa metodica; ma si nota anche la perdita di tonicità, di compattezza, del tessuto muscolare, offrendo precise informazioni che variano nel corso del tempo.

Altro esempio: se è stata consigliata attività fisica, di un certo tipo, ad un paziente che però non esegue le indicazioni, sarà difficile non accorgersene durante i successivi controlli se il muscolo o i muscoli presi come riferimento sono rimasti ipotonici, infiltrati, e di uguale spessore; l’ecografia non mente.

  • Un tessuto adiposo metabolicamente “inattivo” (“fermo”), da uno “attivo”, che sta “bruciando”, in cui lo strato adiposo si va assottigliando (indipendentemente dallo spessore e quindi dalla quantità). Un tessuto adiposo che non risponde bene ad un protocollo alimentare è facilmente distinguibile, ecograficamente, da uno molto più responsivo, che mobilita le sue riserve di grasso, e questo prima ancora che si noti una diminuzione dello spessore, dando risposte finalmente più utili e immediate sull’efficacia o meno dell’alimentazione e/o dell’attività fisica proposta ad un paziente, permettendo una programmazione nutrizionale specifica a seconda delle esigenze del paziente (che possono andare dal dimagrimento di zone specifiche al rassodamento di alcune zone o al  potenziamento muscolare, e tanto altro).

Adipometria

 

ZONE DEL CORPO ANALIZZATE: ESEMPI

Adipometria coscia anteriore

Coscia anteriore, uomo normotipo

Le due linee rosse demarcano lo spessore del gruppo muscolare che comprende in alto il retto femorale e in basso il vasto intermedio. I due muscoli sono separati da una netta linea bianca di demarcazione. In alto è visibile e misurabile il sottile strato di grasso.

 

 

Adipometria Atleta infortunio

Coscia anteriore, atleta fermo da un anno infortunato gamba destra

Da notare, a sinistra, il colore più scuro del muscolo non infortunato indice di miglior tono muscolare. Questo tipo di differenze le troviamo anche confrontando aree del corpo prima e dopo un percorso nutrizionale e/o di allenamento.

 

Adipometria Donna Obesa

Addome donna obesa, 38 aa, ex obesa, sedentaria, 78 kg x 160 cm , 31 % MG

Spessore del grasso superficiale all’interno dei valori attesi per sesso ed età per quanto riguarda spessore, conformazione e distribuzione. Spessore del grasso profondo pari a oltre il 300% dello spessore del superficiale nel punto di maggiore spessore. Struttura notevolmente stratificata con zone profonde ad alta ecogenicità (bianche) evidente indice di falde nel pannicolo adiposo ovvero adipe a basso metabolismo. Spessore del retto addominale (circa 12 mm) compatibile per spessore ed ecogenicità con il tipo e l’intensità dell’attività fisica svolta, non eccessivamente atrofico. Qualità DAT: altamente ecogenico (molto bianco), con strutture diffuse (spesse righe e blocchi bianchi), indice di una adiposità da lungo tempo. Si prevede una difficoltà di riduzione del pannicolo adiposo profondo.

 

Adipometria DonnaAddome donna 32aa, sovrappeso, in gravidanza, 80 kg x 165 cm, 31 % MG.

Rispetto alla donna obesa dell’esempio precedente, abbiamo lo stesso spessore totale (44 mm), ma una situazione metabolica totalmente diversa che comporta una gestione diversa della paziente, pur avendo lo stesso peso, fascia d’età, BMI, e stessa % di massa grassa. DAT: il grasso profondo qui è un terzo meno ed estremamente attivo (scuro), più semplice da ridurre. La maggior parte del grasso qui presente è dovuta alla particolare condizione ormonale.

 

Adipometria Uomo Atleta

Addome uomo sportivo

Si può osservare facilmente l’organizzazione dei tessuti. Assenza di pannicolo adiposo DAT (presente solo il SAT fisiologico); retto addominale molto sviluppato e ben visibili almeno 4 metameri del muscolo.

 

 

 

Adipometria Cuscinetto DonnaCuscinetto donna

Ben visibile (indicata dalla linea bianca) l’area del cuscinetto all’esterno della coscia, tra la linea gialla in alto e quella rossa in basso. Misurabile il suo spessore la cui variazione nel tempo verrà controllata.

 

 

Tra i parametri interessanti utilizzati dal Biologo Nutrizionista ve ne sono due particolarmente adatti a dare informazioni e dati più utili e pratici al professionista per prendere decisioni, e per una maggiore comprensione per il paziente:

  1. Spessore Totale di Muscolo su spessore Totale di Grasso: M/G (numero puro).
  2. Spessore di Grasso Profondo su spessore Totale (Totale Muscolo + Totale Grasso): Gp/T (espresso in percentuale), con T=M+G. Da non confondere con la percentuale di massa grassa relativa all’intero corpo.

Vi presento alcuni casi di stratigrafie effettuate lungo il retto femorale e che rappresentano nell’ordine:

Stratigrafia Normotipo

 

Normotipo

SAT: 5 mm

DAT (Gp): 5 mm, Muscolo: 51 mm

Ne risulta: M/G = 51/10 = 5,1   con %Gp/T = % 5/61 = 8,2%

 

 

Stratigrafia Calciatore

 

Calciatore fermo da un anno, gamba infortunata (sx)

SAT: 2 mm

DAT (Gp): 4 mm, Muscolo: 51 mm

Ne risulta: M/G = 51/6 = 8,5   con %Gp/T = % 4/57 = 7%

 

 

Stratigrafia Calciatore Infortunio

 

Calciatore fermo da un anno, gamba sana (dx)

SAT: 2 mm

DAT (Gp): 1 mm, Muscolo: 71 mm

Ne risulta: M/G = 71/3 = 23,7   con %Gp/T = % 4/74 = 5,4%

 

 

Stratigrafia Bodybuilder

 

Bodybuilder

SAT: 3,4 mm

DAT (Gp): 0 mm, Muscolo: 68 mm

Ne risulta: M/G = 68/3,4 =20   con %Gp/T = % 0/71.4 = 0%

 

 

Stratigrafia ciclista

 

Ciclista particolarmente asciutto specializzato in scalate

SAT: 2 mm

DAT (Gp): 0 mm, Muscolo: 45 mm

Ne risulta: M/G = 45/2 = 22,5    con %Gp/T = % 0/47 = 0%

 

 

Stratigrafia donna ex obesa

 

Donna ex obesa

SAT: 7 mm

DAT (Gp): 6 mm, Muscolo: 25 mm

Ne risulta: M/G = 25/13 = 1,9    con %Gp/T = %6/38 = 15,8%

 

Identificando chiaramente (con un numero) la situazione di perdita di muscolo e dando un “peso” della situazione comprensibile anche alla paziente, massimizzando così la probabilità di adesione al trattamento proposto.

Tutto ciò si traduce in un netto vantaggio “comunicazionale” di questa analisi di secondo livello, specie nei confronti del cliente misurato, in cui si sposta l’attenzione dalla percentuale del corpo intero – stimata, potenzialmente non accurata e certo poco comunicativa – a una valutazione localizzata più interessante eppure ancora in forme numeriche.

Lo studio dei comparti corporei, mediante l’adipometria, è consigliato a:

  • Sportivi: per valutare lo spessore delle fasce muscolari in zone anatomicamente bene definite, con la possibilità di seguirne l’evoluzione nel tempo, cosi da osservarne i miglioramenti, valutando l’efficacia degli allenamenti seguiti;
  • Riabilitazione: negli sport, ma non solo, è utile avere una valutazione oggettiva dell’andamento degli spessori e della qualità dei tessuti, adiposo e muscolare, per valutarne l’efficacia delle terapie;
  • Persone in sovrappeso: per evidenziare la distribuzione di grasso in eccesso e controllare a distanza gli effetti della perdita di peso;
  • Persone con adiposità localizzata: (impossibile da osservare con altri strumenti) per valutare l’adiposità localizzata in vari punti, quali pancia, culotte, fianchi, interno coscia, tricipite, bicipite, zona sottoscapolare, sovrailiaca, pettorali (nell’uomo), glutei, etc. );
  • Persone in normopeso: perché consente di verificare un’analisi di rischio per quelle patologie legate alla presenza di massa grassa in alcuni punti specifici (diabete, ictus e infarto).

Adipometria e ingrassamento localizzato

  • Punto di repere iliaco: particolarmente sensibile all’insulina ed è indice di iperinsulinismo (aumento veloce)
  • Punto di repere sottoscapolare: sensibile al cortisolo e segnala una evoluzione dismetabolica verso una progressiva insulino-resistenza (aumento lento)
  • Punto di repere ombelicale: fortemente correlato a squilibri nutrizionali unidirezionali (bevitori) con alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico
  • Punto di repere della coscia: fortemente influenzato da fattori costituzionali e dagli estrogeni; inoltre da particolari regimi alimentari restrittivi e iperinsulinemia episodica
  • Punto di repere Sovrailiaco e Sottoscapolare: Questi due spessori monitorizzano la distribuzione di grasso di tipo androide
    – Il primo registra più rapidamente le modificazioni del comportamento alimentare perché è più sensibile all’insulina attraverso un iperinsulinismo
    – Il secondo è invece più sensibile al cortisolo, attivando insulinoresistenza da iperattività surrenalica
    – Il cortisolo alza la glicemia e stimola quindi l’insulina che è lipogenica producendo ingrassamento
  • Punto di repere addominale o ipogastrico: Questo spessore indica dismetabolismo più severo. In particolare quando supera la misura dello spessore sovrailiaco rappresenta un indice di complicanze metaboliche e vascolari (diabete, ipertensione, ecc)
  • Punto di repere Coscia anteriore: Questo spessore monitorizza la distribuzione di grasso di tipo ginoide
    – È una zona sensibile agli estrogeni
    – È influenzata da alimentazione iperproteica con netta prevalenza delle proteine animali su quelle vegetali associata ad episodi di abuso di zuccheri semplici rispetto agli amidi, stimolando così iperinsulinemia episodica in ambito di comportamenti restrittivi

 

Ingrassamento equilibrato e non equilibrato

  • Rapporto equilibrato:
  • Spessore scapola/tricipite = 1
  • Spessore iliaco/tricipite = 1
  • Spessore coscia/tricipite = 1
  • Rapporto squilibrato:
  • Spessore scapola/tricipite  >1 (Attività surrenalica e sue conseguenze metaboliche)
  • Spessore iliaco/tricipite  >1 (Grasso androide)
  • Spessore coscia/tricipite  >1 (Grasso ginoide)

SICUREZZA

La caratteristica più innovativa della Adipometria risiede nella possibilità di osservare la struttura interna del corpo umano in assenza di radiazioni ionizzanti, e più rapidamente rispetto alla tecnologia a raggi X.

La metodologia di misurazione è totalmente priva di disturbi e assolutamente non invasiva, poiché le onde ad alta frequenza attraversano i tessuti e producono un riflesso – detto eco – in prossimità delle intersezioni tra i diversi strati; questi echi vengono letti dalla sonda e interpretati per creare la rappresentazione degli strati di tessuto.

L’Adipometro BX2000 BodyMetrix garantisce una precisione di misura paragonabile alla TAC ma elimina totalmente i rischi per la salute dovuti alle radiazioni e abbatte i costi della misura.

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