VALUTAZIONE ANTROPOMETRICA

La misurazione dell’uomo o antropometria è una branca dell’antropologia, la disciplina che si occupa dello studio dell’uomo.

L’antropometria nutrizionale consiste nella misurazione di caratteristiche biologiche influenzate dalla nutrizione.

II rilievo di una caratteristica antropometrica avrebbe ben poco significato se questa non fosse in relazione con la funzione dell’organismo e non servisse a migliorare la nostra conoscenza e possibilità d’intervento su quest’ultima. L’ interesse clinico dell’antropometria dipende proprio dall’evidenza di questa associazione.

La valutazione antropometrica dello stato nutrizionale comprende:

  1. la misurazione del peso e della statura ed il calcolo degli indici pondero-staturali. Ciò consente una prima classificazione obiettiva di un ‘eventuale malnutrizione per difetto o per eccesso.
  2. la misurazione delle circonferenze e degli spessori (con l’ecografo tissutale): le circonferenze sono utilizzate unitamente agli spessori per il calcolo delle aree muscolo-adipose degli arti e per la definizione della distribuzione del tessuto adiposo sottocutaneo.
  3. In casi particolari, è utile misurare diametri e lunghezze segmentali: i diametri sono utilizzati per la definizione della taglia corporea e le lunghezze segmentali consentono di seguire in maniera più dettagliata l’accrescimento corporeo.
  4. Un’altra misurazione che viene effettuata nel mio studio, salvo casi in cui è evitabile, è l’”hand grip”. Particolarmente utile nel soggetto anziano, specifico per la sarcopenia in quanto è volto a valutare l’andamento della forza, per questo motivo lo considero un parametro, tra gli altri, da tenere in considerazione per il monitoraggio della componente “forza” nello specifico, e genericamente della “massa muscolare” anche in soggetti non anziani.

Solo in casi selezionati, peso, statura, spessori, circonferenze e diametri possono essere utilizzati per ottenere la stima di un compartimento corporeo attraverso un’equazione predittiva. L ‘abuso delle equazioni predittive è uno dei principali problemi che s ‘incontrano nella valutazione della composizione corporea e dello stato nutrizionale. Pertanto, è necessario chiarire che l’utilità dell’antropometria dipende dal fatto che essa fornisce misure dirette di preciso significato clinico.

 

PESO

II peso corporeo è un indicatore grossolano della composizione corporea e del bilancio energetico. Infatti, il peso corporeo rappresenta la somma di tutti i compartimenti in cui, grossolanamente, può essere diviso il corpo umano: Acqua Totale, Massa Proteica, Massa Minerale, Glicogeno e Massa Grassa. Pertanto, a livello molecolare, una modificazione del peso corporeo può dipendere dalla modificazione di uno o più dei cinque compartimenti corporei. Se si considerasse solo il peso corporeo come indicatore della composizione corporea e del bilancio energetico si incorrerebbe in numerosi errori di valutazione perché le modificazioni di un compartimento possono mascherare quelle di un altro compartimento, ad esempio:

  • La presenza di edema può infatti mascherare una perdita di Massa Grassa e Massa Proteica;
  • la rialimentazione di un paziente malnutrito per difetto può produrre un aumento di Peso Corporeo dovuto all’espansione di ECW (acqua extracellulare) piuttosto che all’incremento di Massa Proteica e Massa Grassa;
  • un rapido incremento ponderale (ore o giorni) suggerisce l’occorrenza di un ‘espansione di ECW. Un lento aumento di Peso Corporeo (settimane o mesi) suggerisce invece l’occorrenza di un ‘espansione di Massa Grassa.

D’altro canto, è sempre necessario interrogarsi sulla composizione del calo ponderale di un soggetto sovrappeso sottoposto a trattamento dietetico: la condizione ideale è che esso consista prevalentemente di Massa Grassa e risparmi il più possibile Massa Proteica (PM).

Diete fortemente ipocaloriche o sbilanciate possono produrre una contrazione di PM il cui risultato finale è la perdita di massa metabolicamente attiva, documentata dalla riduzione del Metabolismo Basale (BMR). Il controllo seriato di BMR, attraverso la Calorimetria indiretta, può essere in effetti utilizzato come indicatore della massa metabolicamente attiva nel paziente obeso in trattamento dietetico. Inoltre, prima di prescrivere un trattamento ad un paziente sovrappeso che ha praticato numerose diete fortemente ipocaloriche o sbilanciate, è utile stabilire la sua “dotazione” attuale di massa metabolicamente attiva attraverso la misurazione del Metabolismo Basale. La Calorimetria Indiretta è l’unica tecnica suscettibile di applicazione clinica che consenta di seguire nel tempo la massa metabolicamente attiva ed il suo impiego è nettamente superiore a quello di formule predittive, sempre sconsigliabili nel singolo individuo.

 

Il peso corporeo viene misurato con l’utilizzo di una bilancia con Omologazione per l’impiego medicale in base alla norma 93/42/CEE.

Il soggetto sale sul piatto della bilancia preferibilmente in biancheria intima e in ogni caso, ai controlli, sempre nelle stesse condizioni di vestiario, posizionando i piedi al centro della piattaforma e distribuendo il peso uniformemente sui piedi. In ogni caso la misurazione dovrebbe essere effettuata al mattino e a digiuno o, in alternativa, mantenendo le condizioni di misurazione il più simile possibile tra di loro (ad esempio utilizzando sempre la stessa bilancia e gli stessi orari, chiedendo al soggetto di togliere le scarpe, la giacca e tutto ciò che possa influire sul peso).

 

STATURA

La statura viene misurata con lo stadiometro, strumento costituito da un’asta verticale, incorporante un metro, al vertice della quale si trova una barra orizzontale, da portare a contatto con il punto più alto del capo.

Il soggetto deve essere scalzo (al massimo con le calze) e si posiziona davanti all’asta verticale, in modo che tra i piedi e le gambe si formi un angolo di 60° e il peso sia uniformemente distribuito. Il capo è posizionato nel piano orizzontale di Francoforte (allineamento del punto distale del margine dell’orbita sinistra con il triagon omolaterale) e le braccia pendono ai lati del corpo con i palmi delle mani rivolti verso le cosce. Le scapole e le natiche del soggetto sono a contatto con lo stadiometro. Quindi l’operatore procede a misurare la statura portando la barra verticale a contatto con il punto più alto del capo. Nei soggetti impossibilitati ad alzarsi o di mantenere la posizione eretta, l’altezza si misura in posizione supina.

Utilizzata congiuntamente al peso, la statura o altezza (BH, body height) consente di valutare le dimensioni corporee. La combinazione di peso e statura nella forma degli indici pondero-staturali consente una prima valutazione obiettiva (ma grossolana) della malnutrizione per eccesso o difetto e delle turbe dell’accrescimento.

 

INDICI PONDERO-STATURALI

Le valutazioni antropometriche iniziano con la misurazione del peso corporeo, BW (body weight) e dell’altezza, BH (body height). Le due misure, oltre a dare informazioni oggettive immediate, vengono combinate per ricavare gli indici pondero-staturali, il più usato dei quali è l’indice di massa corporea (IMC) o BMI (body mass index), dato dal peso corporeo diviso l’altezza al quadrato:

 

BMI = BW/BH2

(indice di massa corporea = peso in Kg/altezza2 in m)

Esempio: uomo Ht. 1.80, peso 85 kg, BMI = 85/(1.80)2 BMI = 26.2

 

Il BMI, o indice di massa corporea, IMC, pur non essendo un buon indice di adiposità, in quanto non ci dà informazioni sulla massa magra e sulla massa grassa, può comunque essere considerato un sufficientemente accurato predittore delle complicanze legate al sottopeso, al sovrappeso o all’obesità, ed essere utilizzato come indicatore prognostico nella pratica clinica. (WHO 1998). Bisogna sottolineare che questo indice non può essere usato sulla popolazione sportiva, perché non discrimina, all’interno del peso corporeo totale, la massa muscolare presente negli atleti.

Qella che segue è la tabella per il BMI proposta dall’OMS per poter orientare la composizione a livello internazionale:

BMI - antropometria

Il cut-off principale va usato per la popolazione caucasica.

Il cut-off addizionale è consigliabile usarlo nei soggetti NON caucasici; esso ci dice che un caucasico con BMI tra 25 e 29,99 ha lo stesso indice di rischio. Un NON caucasico (asiatici soprattutto) nello stesso range di BMI ha un indice di rischio frazionato: da 25 a 27,49 ha lo stesso indice di rischio del caucasico, ma dal 27,50 al 29,99 di BMI ha un indice di rischio aumentato (colore più scuro) rispetto alla popolazione caucasica, per caratteristiche genetiche. Questo vale anche per altre categorie di BMI.

 

 

INDICE DI ADIPOSITA’ CORPOREA

BAI

Studi recenti hanno mostrato come altezza e circonferenza dei fianchi sono fortemente correlate con il grasso corporeo. Il BAI si correla alla quantità di grasso corporeo molto meglio del BMI.

BAI = [CF/h1,5] – 18

Dove CF = circonferenza fianchi espressa in cm (presa a livello dei trocanteri femorali)

h = altezza in metri

BAI - antropometriaIl BAI ha senso utilizzarlo sul singolo soggetto, confrontandone l’andamento individuale nel tempo, non ha senso invece sulla popolazione.

 

 

CIRCONFERENZE

Circonferenze - antropometriaLe circonferenze, misurate con metro flessibile e anelastico, sono indicatori delle dimensioni trasversali dei segmenti corporei.

Esse possono essere utilizzate:

  • come indicatori della distribuzione del tessuto adiposo sottocutaneo,
  • per il calcolo delle aree muscolo-adipose (e della circonferenza muscolare degli arti),
  • come indicatori del rischia di malattia,
  • per la predizione della Fat Mass.

Le principali circonferenze sono:

  • testa e collo
  • Tronco:
  • Spalle
  • Torace
  • Vita
  • Addome
  • Fianchi
  • Arto superiore
  • Braccio
  • Avambraccio
  • Polso
  • Arto inferiore
  • Prossimale coscia
  • Mediana coscia
  • Distale coscia
  • Polpaccio
  • Caviglia

 

Circonferenza della testa

La circonferenza della testa è una componente standard dell’antropometria infantile in ragione della sua correlazione con le dimensioni del cervello sino all’età di 36 mesi. Il sito di misurazione corrisponde alla circonferenza massima del capo.

Circonferenza del collo

La circonferenza del collo viene utilizzata principalmente per studiare le modificazioni della muscolatura del collo in corso di allenamento fisico. L’operatore applica il metro subito al di sotto della prominenza laringea (“Pomo d’ Adamo”).

Circonferenza delle spalle

La circonferenza delle spalle è un indicatore della muscolatura delle spalle e del distretto superiore del torace. Essa è utilizzata principalmente per studiare le modificazioni della muscolatura di questa regione in corso di allenamento fisico. II metro viene sistemato in corrispondenza della protuberanza massima del muscolo deltoide, al di sotta dell’acromion. La misurazione viene effettuata a1 termine di una normale espirazione.

Circonferenza del torace

La circonferenza del torace è un indicatore di malnutrizione per difetto nel bambino e un indicatore della taglia corporea in età pediatrica e adulta.

Circonferenza della vita

Circonferenza vita - antropometriaLa circonferenza vita è un indicatore del tessuto adiposo sottocutaneo a livello addominale e si correla con il rischio di malattia e di morte. La misurazione avviene con il soggetto in posizione eretta, a piedi uniti, con le braccia che pendono ai lati del corpo.

Una ricerca pubblicata da Paul.B Higgins e Anthony.G. Comuzzie (Handbook of Anthropometry: physical measures of human form in health and disease – Springer) ha evidenziato che negli Studi dove è stata valutata questa circonferenza, i punti di repere sono stati diversi a seconda dello studio.

Non sussisterebbe perciò un consenso sul corretto posizionamento del nastro centimetrato per la misurazione del girovita; di seguito sono descritti 5 punti di repere e le relative organizzazioni che li indicano come misura di riferimento:

  • punto più stretto tra l’ombelico e il costato (Anthropometric Standardization Consensus Group)
  • punto medio rilevato tra il punto inferiore della regione laterale costale ed il bordo superiore della cresta iliaca (World Health Organization)
  • bordo superiore della cresta iliaca (United States National Institute)
  • margine inferiore della regione laterale costale
  • ombelico

I valori di cut-off della circonferenza vita per evitare rischi per la salute sono (ATP III):

  • Uomini < 102 cm (< 94 cm secondo criteri più severi, IDF)
  • Donne < 88 cm (< 80 cm secondo criteri più severi, IDF)

Circonferenza addominale

La circonferenza addominale è un indicatore del tessuto adiposo sottocutaneo addominale.

Essa differisce da quella della vita per essere la circonferenza massima dell’addome.

Circonferenza dei fianchi

Circonferenza fianchi - antropometriaLa circonferenza dei fianchi è un indicatore di adiposità, muscolarità e struttura ossea della regione dei fianchi. Utilizzata congiuntamente alla circonferenza della vita, nella forma del rapporto vita:fianchi (WHR), essa consente di valutare il rischio metabolico associato a1 sovrappeso. Valori di WHR > 1.0 nell’uomo e > 0.85 nella donna segnalano un aumento del rischio delle complicanze metaboliche.

  • Punti di repere anatomici
  • vita: sopra la cresta iliaca
  • fianchi: massima protrusione glutea

Come utilizzare il rapporto Vita/Fianchi

Rapporto Vita-Fianchi - antropometria

Oltre al rapporto vita/fianchi è possibile aggiungere anche il rapporto vita/coscia, per alzare il livello di controllo anche sul deposito adiposo gluteofemorale. I valori sono diversi per l’uomo e la donna, e per questo sono state sviluppate tabelle di riferimento diverse per i due sessi.

La tabella seguente illustra invece i rapporti utili a definire la tipologia d’ingrassamento negli uomini e nelle donne:

Androide-Ginoide - antropometria

Tipologia androide

  • Tipo iperlipogenico
  • Sregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrene (ortosimpaticotonia), con tendenza all’iperinsulinismo da adeguamento funzionale

Tipologia ginoide

  • Tipo ipolipolitico
  • Sregolazione dell’asse ipotalamo-vago-insulina (parasimpaticotonia), con attivazione del parasimpatico che tende a rallentare il metabolismo

 

RAPPORTO VITA-ALTEZZA nei bambini

  • La circonferenza della vita e il rapporto vita/altezza si sono rivelati utili per identificare, nella popolazione di bambini in sovrappeso quelli a maggior rischio di complicanze cardiovascolari e metaboliche.
  • Valori Normali: non deve essere > 0,50 nei bambini sovrappeso, e non > 0,62 nei bambini obesi

 

Circonferenza del braccio

La circonferenza del braccio è una componente standard della valutazione antropometrica dello stato nutrizionale. Essa è un indicatore delle dimensioni trasversali del braccio e viene utilizzata con la misura dello spessore preso nella mediana del braccio per il calcolo dell’area muscolo-adiposa che è un indice migliore nella valutazione dello stato nutrizionale. La circonferenza del braccio è un predittore di mortalità nella malnutrizione per difetto e viene utilizzata per identificare i casi a maggior necessita d’intervento nutrizionale.

Circonferenza del polso

La circonferenza del polso viene utilizzata principalmente come indicatore della taglia corporea, poiché questa regione è relativamente priva di tessuto adiposo e muscolare.

 

INDICE DI GRANT

IG = h/CP

h= altezza in cm; CP= circonferenza polso in cm

  • Adottato per definire la tipologia morfologica o costituzionale

Indice di Grant - antropometria

 

INDICE SCELICO

IS = hs/hp x 100

hs = altezza da seduto: hp = altezza in piedi

  • Con esso si definisce la morfologia di un individuo
  • L’altezza da seduto si ottiene misurando la distanza tra il vertice della testa e il piano d’appoggio dello sgabello sul quale si è seduti, con piedi ben appoggiati a terra, busto eretto (meglio se appoggiato a una parete) e cosce poste a 90° rispetto al busto.

Indice scelico - antropometria

 

 

L’ingrassamento localizzato nella pratica

  • Secondo Hertoghe se un soggetto che ha accumulato tessuto adiposo sull’addome si mette a dieta per ridurlo, se non ristabilisce l’equilibrio ormonale relativo a una carenza di “CENSURATO DA GOOGLE“e testosterone, non avrà mai un ventre piatto. In questo caso lo squilibrio produrrà, nel tempo, un incremento della cellulite a livello delle cosce (anche negli uomini).
  • Negli uomini l’aumento di tessuto adiposo nella zona dei pettorali è sintomo di carenza di GH e testosterone, con associato eccesso di estrogeni.
  • Se è presente tessuto flaccido (grasso in eccesso associato a basso trofismo muscolare) in zone come le braccia, il dorso, i fianchi e le cosce, la causa primaria è da attribuire alla carenza di GH; nell’uomo si associa al petto con segnali di “vero seno”, alla pancia pendente e a un accumulo di grasso sopra le ginocchia.
  • Gli estrogeni aumentano soprattutto il volume e il numero degli adipociti nella zona del petto e nella parte inferiore del corpo, sott’ombelico, donando il tipico aspetto “a pera”.
  • Al contrario, il testosterone incrementa la massa muscolare generale e diminuisce quella adiposa, a seguito della riduzione di volume degli adipociti, in particolare nella parte bassa del corpo, sotto l’ombelico.
  • Una donna con grasso solo nella zona dei glutei e cosce potrebbe produrre troppa insulina.

 

 

HAND GRIP

Hand grip - antropometriaL’hand grip è uno strumento volto a valutare la forza contrattile dei muscoli flessori della mano utilizzato per la valutazione dello stato nutrizionale, per stabilire un indice di rischio di mortalità nei pazienti affetti da patologie acute, come fattore prognostico nel decorso di malattie ad elevato impatto metabolico e come indicatore della forza muscolare generale. L’hand grip è un valido strumento di valutazione di cambiamenti a breve termine dello stato nutrizionale e di screening

della malnutrizione: è essere predittivo di disabilità fisica, di aumento del rischio di complicazioni

e di mortalità. Una ridotta forza muscolare associata a una ridotta massa muscolare sono marker utili per identificare precocemente nell’anziano uno stato di sarcopenia, consentendo di prevenirne l’evoluzione.

L’operatore spiega al soggetto il funzionamento dello strumento e lo scopo della misurazione. Il soggetto quindi siede rilassato, con la schiena appoggiata allo schienale e la pianta dei piedi poggiata per terra. Il gomito è flesso di 90° e l’avambraccio è mantenuto in posizione neutra. Il soggetto quindi stringe lo strumento con tutta la forza possibile in un’unica volta: in questo modo lo strumento registrerà il picco di forza. Si consiglia di eseguire 3 misurazioni ripetute a distanza di 1 minuto una dall’altra e di registrare il miglior risultato ottenuto. La misurazione può avvenire sul braccio dominante, su quello non dominate o su entrambi (vi è una differenza di circa 10% di forza tra le due braccia): importante è eseguire nel follow-up (controllo) la misurazione sempre allo stesso modo.

Non sono ancora disponibili valori di riferimento in letteratura ampiamente riconosciuti e accettati, quindi è utile considerare il soggetto come controllo di se stesso nel tempo, rivalutandolo periodicamente.

Aspetti di rilievo per la standardizzazione della misura della forza di presa della mano.

  • posizione del corpo e dell’arto superiore
  • grado di flessione della misura
  • uso del valore massimo o del valore medio delle misure ripetute
  • taratura del dinamometro e utilizzo dello stesso strumento ad ogni misurazione
  • riproducibilità della misura

Valore massimo della forza di presa della mano in 100 giovani adulti:

  • Emilato dominante: maschi 44,1; femmine 27,8
  • Emilato non dominante: maschi 42,5; femmine 26,1