Anguria e melone sono considerati frutti estivi per eccellenza, appartengono alla famiglia delle Cucurbitaceae insieme a cetriolo, zucchina e zucca. Hanno maturazione estiva e, proprio per la loro stagionalità, sono ricchi di acqua e sali minerali (potassio, fosforo e calcio), importanti per reintegrare gli elettroliti persi con la sudorazione e contrastare la stanchezza e la debolezza tipica del periodo estivo.

AnguriaAnguria

Al centro-sud nota più come Cocomero, ha una buccia spessa ma fragile, verde scuro con striature chiare, mentre la polpa, abbondante, è tipicamente rossa, fibrosa, con cellule di grandi dimensioni che circondano file di semi piccoli e scuri.

Sono frutti diuretici per il loro alto contenuto di potassio e soprattutto di acqua (in inglese si chiama watermelon, cioè melone d’acqua), un vero alleato per chi è soggetto a ritenzione idrica, gonfiore alle gambe e ipertensione.

L’anguria può essere usata nei regimi alimentari controllati, infatti contiene pochissime calorie, 16 kcal per 100 grammi di polpa, e una discreta presenza di fibra che aumenta il senso di sazietà.

La scelta del cocomero non è facile; capire se il frutto sarà saporito, senza la pratica ormai passata del tassello (tagliare una piccola area per l’assaggio), è difficile, meglio scegliere un frutto sodo, pesante, dalla buccia cerosa e brillante. Il cocomero maturo ha sempre una porzione di buccia giallastra, la parte di frutto che poggiava al suolo: se assente indica una raccolta precoce e un frutto acerbo. Da scartare i frutti con una scorza molle o crepata.

La polpa deve essere soda, succosa, croccante e friabile allo stesso tempo, non deve presentare strisce biancastre o aree molli e scure.

Una volta aperto il cocomero deve essere conservato in frigorifero, per evitare che il calore lo porti ad eccessiva maturazione rendendone la polpa farinosa e fibrosa. Il cocomero aperto può assorbire facilmente sapori e odori degli altri alimenti ed è bene che sia protetto da una pellicola trasparente.

Caratteristiche nutrizionali dell’Anguria

L’anguria è uno dei frutti maggiormente ricchi di acqua. Per 100 g di polpa abbiamo un contenuto d’acqua di 91 g. Proteine e grassi sono presenti in quantità minime, 0,2g di grassi e 0,6 g di proteine. I carboidrati ammontano a circa 7,5 g di cui 0,6 g di fibre, 3,6 g di fruttosio, 1,5 g di glucosio e 1,3 g di saccarosio. 100 g di cocomero apportano quindi una quota calorica decisamente modesta, in genere pari a circa 30kcal. La polpa contiene piccole quantità di minerali: calcio, magnesio, potassio, rame e manganese. Non altissimo il contenuto in vitamine, fatta eccezione per la vitamina A e la Vitamina C, presenti in quantità pari all’11/13 % circa della razione giornaliera: più modesto il contenuto di vitamine del gruppo B, in specie vitamina B6. Il caratteristico colore rosso dell’Anguria è dato dal licopene un antiossidante atto a contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento della pelle.

Queste caratteristiche ne fanno il frutto ideale per mantenere un’adeguata idratazione corporea nelle giornate estive più calde. Una bella fetta di cocomero garantisce un elevato apporto di acqua e un discreto apporto di sali minerali, accompagnati da un ridotto carico di zuccheri che rendono i sali e le altre sostanze disciolte facilmente più facilmente assorbibili, mantenendo un apporto calorico decisamente ridotto.

Al termine dei pasti è sempre meglio non consumare grandi quantità di anguria, infatti l’elevato contenuto idrico può causare gonfiore e ritardare i tempi di svuotamento gastrico.

L’anguria è un frutto che va consumato con moderazione, in piccole quantità e poco frequentemente, da tutti quei soggetti che sono sensibili ai FODMAPs.

I diabetici possono mangiare questo frutto senza particolari precauzioni, sempre senza esagerare: 200 g di anguria apportano circa 15 g di zuccheri, quindi una quantità superiore inizierebbe ad essere problematica.

 

Melone Melone

La principale distinzione da porre riguardo i meloni è tra quelli estivi e quelli invernali: i primi si riconoscono per la polpa arancione e la pelle più o meno rugosa, sono presenti sul mercato da maggio a ottobre; i meloni invernali sono gialli o verdi, vengono distribuiti a partire dall’estate, ma si conservano fino a dicembre.

Esistono molte varietà di melone: il cantalupo il cui nome deriva dal paese nelle vicinanze di Roma sede di una residenza estiva dei Papi, ha una polpa giallo-arancio e superficie liscia, il reticulatus invece presenta una caratteristica reticolatura sulla superficie e una polpa di color arancio.  Queste due varietà sono tipicamente estive, mentre il melone inodorus, reperibile nel periodo invernale, ha una polpa verde e profumata.

Le varietà estive sono frutti climaterici, che completano la loro maturazione anche dopo la raccolta, e sono ricchi di enzimi attivi durante la maturazione che generano centinaia di composti volatili dalla degradazione degli aminoacidi presenti, creando il caratteristico aroma del frutto maturo. Le varietà invernali invece sono non climateriche, la loro maturazione si arresta alla raccolta e quindi presentano una minore attività enzimatica e un aroma meno marcato.Melone bianco

Il melone maturo è pesante, compatto, dalla scorza integra, privo di ammaccature e parti molli: se l’odore è troppo intenso, sono presenti parti cedevoli o dal colore particolare, il frutto è da scartare poiché troppo maturo o in fermentazione.

Il melone è un frutto molto delicato, che deve essere fatto maturare a temperatura ambiente. Le varietà estive, grandi produttrici di etilene, vanno tenute lontane da altri frutti che potrebbero maturare prematuramente assumendo un cattivo sapore. Una volta maturo il frutto può essere conservato in frigorifero, sempre separato da altri frutti e cibi, visto che il suo aroma si trasmette facilmente.

Il melone è un frutto ipocalorico: conta infatti solo 30 kcal per 100 g e risulta essere costituito per il 90% d’acqua.  Proprio l’alto contenuto di acqua lo rende un alimento molto rinfrescante, ma anche diuretico, utile per contrastare la ritenzione dei liquidi. Il contenuto zuccherino invece è variabile e dipende dallo stato di maturazione del frutto, ma generalmente è piuttosto basso.

Anche i semi del melone, che generalmente vengono eliminati, sono commestibili e hanno un discreto contenuto di acidi grassi insaturi, omega 6 e omega 3. Una volta separati, puliti in acqua fredda, vanno tostati in forno a 70°C per circa venti minuti: uno snack particolare, molto apprezzato in diverse parti del mondo tra cui Sud America, Cina e India.

Caratteristiche nutrizionali del Melone

Come prima evidenziato, il cocomero ha un contenuto di acqua del 90%, quindi anche un ridotto contenuto calorico, poco più di 30 kcal per 100 g: per questa quantità di frutto il contenuto in grassi è prossimo allo zero, le proteine sono appena un grammo e gli zuccheri sono intorno ai 9 grammi, valore questo che dipende dallo stato di maturazione e dalla varietà del frutto. Di questi carboidrati circa 1 g è costituito da fibre, 4/5 g da saccarosio, 2 grammi da fruttosio e 1,5 g da glucosio. Molto abbondante la presenza di vitamina A, in varie forme: retinolo, alpha-carotene, beta-carotene, luteina e zeaxantina, questi ultimi composti importanti per lo sviluppo e la funzione della retina. Elevato anche il contenuto di vitamina C, buono il contenuto di folati, vitamina B1, B3 e B6.

Tra i minerali elevato il contenuto di potassio, buono quello di magnesio e rame. Accanto ai carotenoidi si trovano anche flavonoidi come luteolina, acido ferulico e acido caffeico, e triterpeni come cucurbitacina B e cucurbitacina E. L’elevata presenza di composti ad attività antiossidante e antinfiammatoria rendono il melone un frutto ideale per la dieta di soggetti con un elevato stress ossidativo e con patologie o sindromi legati a stati di infiammazione; un consumo elevato di frutti e vegetali, tra cui diverse varietà di melone, si è rilevato protettivo in diversi lavori su popolazioni a rischio. L’utilizzo del melone nella dieta di soggetti affetti da sindrome metabolica merita sicuramente ulteriori studi visti gli incoraggianti risultati in questi primi lavori.

Visto il ridotto contenuto di zuccheri può anche essere consumato da soggetti diabetici, purché le porzioni rimangano sotto i 150/200 g.

Ovvio che l’elevato contenuto di acqua e sali lo rendano un ottimo spuntino durante la stagione calda, specie dopo aver fatto sport o una bella passeggiata all’aria aperta.

Seguimi su

Dott. Pepino Francesco

Biologo Nutrizionista at Bergamo
info@pepinonutrizionista.it
Seguimi su

Latest posts by Dott. Pepino Francesco (see all)