Perché c’è una stretta correlazione tra la patologia dell’obesità e le patologie cronico-degenerative? Importante capire l’eziopatogenesi che è alla base della patologia, e capire quello che è alla base del cosiddetto “cross-talk”, cioè comunicazione, tra tessuto adiposo e tessuti correlati all’insorgenza delle patologie cronico-degenerative, in particolar modo alla massa muscolare e alla massa ossea.

Quindi oggi il tessuto adiposo è definito come organo endocrino. Oltre alle funzioni di immagazzinamento dell’eccesso di energia, di riduzione del danno lipotossico, di isolamento termico e meccanico, il tessuto adiposo rilascia proteine (con ruolo infiammatorio) ad azione autocrina, paracrina ed endocrina: ADIPOCHINE, coinvolte nell’insorgenza di:

  • INSULINO RESISTENZA
  • DIABETE TIPO 2
  • MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Contemporaneamente alla iperplasia ed ipertrofia che lo coinvolge, il tessuto adiposo determina un richiamo chemiotattico di macrofagi. Ciò determina il rilascio, da parte sia dei macrofagi che delle stesse cellule adipose, di citochine pro-infiammatorie quali: TNF-α, IL-6, CCL2. Si viene così a creare uno stato di infiammazione cronica; in un primo momento, a basso livello, successivamente sempre più elevata. Bisogna capire cosa c’è alla base di questo stato infiammatorio e cosa determina quella che può essere definita come una necrosi tissutale periferica (con evento a cascata determinato dalle citochine pro-infiammatorie) che va a ricadere, soprattutto, sulla cellula muscolare. Conseguenza può essere la sarcopenia che qualora evolvesse può portare a cachessia.

La prima risposta all’infiammazione causata dall’espandersi del tessuto adiposo è l’Insulino Resistenza.

Qual è il meccanismo?

In condizioni normali, a livello periferico, sulla cellula muscolare, troviamo dei recettori per l’insulina. Una volta avvenuto l’incontro tra insulina e suo recettore abbiamo, come conseguenza, l’avvio di un processo di fosforilazione che porterà, in fase finale, alla esposizione sulla membrana della cellula muscolare di un altro recettore: GLUT4. Questo recettore permetterà l’internalizzazione del glucosio e quindi, come prima conseguenza, l’abbassamento dei livelli di glucosio circolante, come seconda conseguenza, il glucosio verrà conservato sottoforma di glicogeno all’interno della cellula. Più nello specifico, l’insulina tramite il suo recettore (IR) attiva una cascata chinasica all’interno della cellula muscolare che vede come attori principali: il recettore IRS1, il fosfatidilinositolo-3-chinasi (PI3k), e la proteina Akt. Cascata chinasica che porterà all’esposizione del GLUT4 anche grazie all’attivazione della proteina G TC10.

Ma cosa accade quando ci troviamo in una situazione cronica di infiammazione a basso o alto livello?

Innanzitutto c’è da dire che sulla cellula muscolare ritroviamo recettori anche per citochine pro-infiammatorie: tipo quello per IL-6 o per TNF-α. Il legame citochina-recettore determina una cascata fosforilativa che attiva mediatori, come mTOR e Jak,che a loro volta fosforilano STAT3, fattore nucleare di trascrizione che attiva SOCS-3. SOCS-3 è una proteina che agisce come blocco di IRS-1 e di Akt. Quello che accade come conseguenza è un blocco della internalizzazione del glucosio, e conseguente aumento della glicemia. L’organismo reagisce all’aumento di glucosio circolante, producendo più insulina.

L’Insulino Resistenza che insorge all’inizio del processo infiammatorio è un meccanismo di difesa (di riparo) o una conseguenza del processo infiammatorio?

Come prima risposta saremmo tentati a rispondere che si tratta di una conseguenza dell’infiammazione. Comprendendo meglio quello che sta accadendo all’interno della cellula, ci rendiamo conto che ci troviamo in una situazione di eccedenza energetica che potrebbe portare la cellula adiposa ad una disfunzione mitocondriale con conseguente disfunzione epatica e pancreatica. La cellula quindi reagisce resistendo all’insulina, bloccandone l’azione, perché non vuole più assumere energia che porterebbe ad una disfunzione mitocondriale. Quindi l’IR è un primo meccanismo di difesa della cellula contro una intossicazione energetica. Nel momento che però questa condizione dovesse continuare l’IR diventa una patologia (Diabete 2).

Quindi il primo intervento terapeutico da attivare in un soggetto obeso con IR non è subito correggere l’IR ma ciò che l’ha determinata, cioè l’infiammazione, e quindi alimenti antiinfiammatori ma soprattutto ridurre il tessuto adiposo.

 

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Dott. Pepino Francesco

Biologo Nutrizionista at Bergamo
info@pepinonutrizionista.it
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